Un recinto transennato dove sorgeva l'obelisco di Axum, di cui è rimasto soltanto il basamento, che non faceva parte della versione originale della stele. In attesa di ospitare un monumento che, dopo un lungo dibattito nato all'indomani della strage di Nassiriya, sarà intitolato a tutti i caduti per la pace. A quasi un anno dalla rimozione del monumento etiope (il primo pezzo è stato staccato il 7 novembre scorso) nello spazio davanti alla sede della Fao, in piazza di Porta Capena, resta un'area abbandonata, di proprietà del Campidoglio, in attesa che venga dato il via ai lavori. Ma l'iter è ancora molto lungo. E resta l'incognita sui fondi che serviranno a realizzare il progetto. «Siamo in attesa delle decisioni del ministero e dell'amministrazione capitolina - spiega il soprintendente ai beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca - Dopo un lavoro svolto insieme all'ufficio Città storica, abbiamo stilato un documento complessivo per procedere alla realizzazione del nuovo monumento». Per iniziare sarà bandito un concorso internazionale, con uno stanziamento previsto intorno ai 250 mila euro. Una cifra che basterà per redigere il progetto, ma non per realizzarlo. «Le risorse per la costruzione del nuovo monumento non sono ancora state individuate, e per ora si può fare soltanto la gara» conferma l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut, che in zona tra portando avanti il progetto di riqualificazione dell'area di viale Aventino, dalla Piramide alla Fao. Sull'intitolazione a tutti i caduti sulla pace, ormai, sono tutti d'accordo. D'altronde già all'indomani dell'11 settembre il sindaco Walter Veltroni piantò un grande abete a pochi metri dalla stele di Axum, in memoria delle vittime delle Torri gemelle. Ma quali saranno le caratteristiche della costruzione prossima ventura? «Sicuramente le sue dimensioni non saranno superiori a quelle dell'obelisco di Axum - sottolinea La Rocca - perché la zona non si presta, architettonicamente, a ospitare una struttura più grande. Gli artisti che si aggiudicheranno la sua realizzazione dovranno decidere se lasciarci il basamento attuale, di proprietà italiana, o sostituirlo. A loro spetterà anche la scelta sulla sistemazione dell'area circostante». I tempi? Ancora difficile stabilirlo. «Appena ci daranno tutti i nulla osta partiremo con la gara internazionale. Solo quando sarà conclusa potremo parlare di scadenze», dice il soprintendente comunale. Intanto, dove sorgeva la stele, resta un'area abbandonata. Non certo per colpa del Comune di Roma, visto che la decisione sull'obelisco di Axum non è stata presa in Campidoglio.