A.B. LUCCA. Quando vennero rinvenuti i primi due corpicini, gli studiosi rimasero a bocca aperta e subito la notizia fece il giro del mondo accademico. A distanza di tre anni mancano i soldi per restaurarli e le strutture per esporli. Sotto alcuni metri di terra, nel bel mezzo del cantiere per la realizzazione del casello autostradale del Frizzone, gli archeologi avevano trovato i corpi di due neonati, gli scheletri in ottime condizioni. Poco lontano i resti, anche questi ben conservati di un cane rannicchiato e ancora legato alla sua catena. A poco tempo di distanza, altri due corpicini erano emersi dagli scavi. In un primo momento si era pensato ad un'alluvione improvvisa che aveva colto il villaggio di epoca romana di sorpresa. Poi alcuni avevano azzardato l'ipotesi di sacrifici umani in onore del dio Bacco, almeno per quello che riguardava i corpicini dei neonati, ritrovati in prossimità del tempio dedicato alla divinità, sul lato occidentale. Uno dei bambini, tutti di età inferiore a sei mesi, era stato rinvenuto ai piedi della vasca rituale per la produzione del vino, posizione che fa pensare ad un'offerta al Dio; un altro ai piedi di un'enorme vite ancora intatta, nonostante i suoi 2100 anni. «Potrebbe trattarsi di sepolture rituali o di sacrifici umani in onore di Bacco - aveva spiegato l'archeologo Michelangelo Zecchini (foto) - ma la religione romana non faceva ricorso ai sacrifici umani per cui, a mio avviso, si tratta semplicemente di un'offerta al Dio di bimbi morti per cause naturali. Una sorta di offerta propiziatoria affinché potessero avere, nell'aldilà, una vita migliore». I quattro corpicini sarebbero dovuti divenire uno degli elementi di spicco del museo sotterraneo, insieme al tempio ligneo e al grande calcatorium. Invece di quei resti così ben conservati si sono quasi perse le tracce. Si sa solo che si trovano nelle stanze-deposito dell'Istituto Cavanis di Porcari in attesa dei soldi necessari per il recupero