In età altomedievale e bizantina, gli abitanti dell'antica città romana di Egnazia cominciarono a spostarsi verso l'interno in prossimità delle «lame», di morbido e malleabile tufo opportunamente scavato per realizzare fiorenti centri rupestri. Interi villaggi, come quello di Lama d'Antico, nei pressi di Fasano, non lontano dal sito archeologico, che contava circa settecento domiciliati, distribuiti nelle decine di grotte sulle rive del torrente, adibite a frantoi, tappeti e mulini. Come ogni villaggio, vantava anche una chiesa scavata al centro della lama, ad una sola navata con volta a botte e con un corridoio che conserva una cattedra, sempre nel tufo, serbata per il vescovo itinerante che periodicamente faceva visita alle comunità. Le pareti sono affrescate con una serie di immagini di vescovi, a conferma delle illustri frequentazioni, e con immagini sacre dedicate ai santi e alla Vergine con Bambino. Un repertorio iconografico condiviso anche dalla pittura dell'Oriente cristiano (Cappadocia, Siria), testimonianza, tra Est e Ovest, tra una sponda e l'altra, di un culto globale ante litteram. Lama d'Antico fa parte di un parco rupestre a cui si aggiungono due chiese dedicate, rispettivamente, a San Giovanni e a San Lorenzo, quest'ultima predisposta per entrambi i culti, cristiano e ortodosso. Entrambe mostrano pregevoli cicli di pitture murali databili al XII secolo e probabilmente riconducibili ad un artista appulo-greco che scrive in greco i testi. Si trattava senza dubbio di una meta di pellegrinaggio, come dimostra la vicinanza della chiesa alla via Francigena diretta in Terrasanta. Il parco è aperto tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 9.30 alle 12. Info 349.824.10.88.