Un debito da dieci milioni di euro circa. Da oggi il museo d'arte moderna di via Settembrini, messa in cantiere l'iniziativa Un'estate al Madre , aprirà a mezzo servizio. La chiusura è prevista per le 19 per tutto il mese, poi, da ottobre si resterà aperti fino alle 14. «Oltre non possiamo andare - commenta amareggiato il direttore del Madre , Eduardo Cicelyn - i debiti già certificati fino al 2009 erano di 7 milioni. A quelli bisogna sommare i 350mila euro al mese delle utenze e non sappiamo fino a quando riusciremo a resistere". Già da oggi dovrebbero esserci novità sulle sorti del Madre, almeno su quelle dei lavoratori. Alle ore 15, infatti, ci sarà un incontro con il rappresentante sindacale Filcams che, a sua volta, dovrebbe prima incontrare i vertici di Scabec. Casus belli il famoso debito di 1,2 milioni di euro della delibera tagliata da Bassolino sulla gestione ordinaria e che fu in gran parte recuperato tramite una successiva delibera dello stesso Governatore dopo l'appello delle donne del Madre, 18 marzo scorso. Adesso, la questione è che quella delibera è stata cancellata da Caldoro perché sforerebbe il patto di stabilità. Perciò i dipendenti vogliono capire le intenzioni della Scabec. Due le strade possibili di intervento: il taglio del personale (che porterebbe, inevitabilmente anche alla riduzione degli orari di apertura) oppure, direttamente, un taglio sulle ore di apertura al pubblico del Museo. «In questi giorni - continua Cicelyn - abbiamo terminato le iniziative estive. Siamo soddisfatti, è stato un successo incredibile per il museo che ha accolto i 3mila visitatori. E stata la rassegna estiva pi visitata. Ora inaugureremo, rispettivamente, la mostra di Guido Barbieri, quella sugli oggetti riciclabili e sulla Ferrarelle». Diventa scuro in volto, invece, il numero uno del Madre quando si parla del futuro del museo d'arte moderna. «Sono stato offeso - afferma - non parlerò più con le istituzioni locali, ma direttamente con Caldoro o Napolitano. Chi amministra ha il dovere di rispondere alle domande. Noi in pochi mesi abbiamo superato le presenze dello scorso anno, non hanno il diritto di chiuderci . Stanno distruggendo una ricchezza della città di Napoli riconosciuta a livello internazionale. Nella nostra struttura non ci sono sprechi o poltrone da assegnare, per questo siamo destinati ad una lenta agonia, ma una cosa è certa, non moriremo in silenzio". Ad allarmare ulteriormente il direttore del Madre, la comunicazione della Scabec in cui avvisa che non sarà più in grado di pagare le utenze del museo cui, dunque, potrebbero essere staccati i servizi di punto in bianco.