Un corteo di diecimila indiani americani è sfilato ieri nel centro di Whashington fino al nuovo museo che ne racconta la storia. La costruzione del museo ha sollevato una serie di polemiche. Costato 219 milioni di dollari, costruito sulla spianata del Mall ed alto cinque piani evoca soltanto in filigrana il massacro dei popoli amerindiani, la loro deportazione nelle riserve e lo stato di profonda crisi in cui versano la maggior parte delle comunità sopravvissute. I curatori del museo si sono giustificati sostenendo che non avevano intenzione di dare degli indiani l'immagine della vittima. «Ero qui all'apertura del museo sull'Olocausto e mi chiesi perché non si poteva fare la stessa cosa per la nazione indiana - ha detto Paul Rainbird, capo della tribù Tewa del Nuovo Messico - Noi siamo una controcultura e una minoranza che ha subìto le vessazioni dei coloni, insieme agli afroamericani».
Nazione indiana aperto il museo di Whashington
Un corteo di diecimila indiani americani è sfilato ieri nel centro di Whashington fino al nuovo museo che ne racconta la storia. La costruzione del museo ha sollevato una serie di polemiche. Costato 219 milioni di dollari, costruito sulla spianata del Mall ed alto cinque piani evoca soltanto in filigrana il massacro dei popoli amerindiani, la loro deportazione nelle riserve e lo stato di profonda crisi in cui versano la maggior parte delle comunità sopravvissute. I curatori del museo si sono giustificati sostenendo che non avevano intenzione di dare degli indiani l'immagine della vittima. Ero qui all'apertura del museo sull'Olocausto e mi chiesi perché non si poteva fare la stessa cosa per la nazione indiana - ha detto Paul Rainbird, capo della tribù Tewa del Nuovo Messico - Noi siamo una controcultura e una minoranza che ha subìto le vessazioni dei coloni, insieme agli afroamericani.
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