Spariti gli spazi collettivi, il parcheggio pubblico e il collegamento pedonale Un gruppo di cittadini sta dando vita ad un comitato per chiedere che siano apportate modifiche C.O. Senza spazi collettivi, senza più un parcheggio pubblico accessibile, senza collegamento pedonale tra Le Macine e La Querce, col rischio che le parti storiche vengano stravolte. Sono le questioni che un numeroso gruppo di cittadini di via Firenze ha sollevato sul progetto firmato dalla Valore per il recupero della Cementizia Marchino. Un gruppo di cittadini - portavoce Luciano Nappini che collabora con la coppia di avvocati Caterina Cecchie e Luca Bertini, marito e moglie - si sta organizzando in comitato. «Il nostro obiettivo - spiegano - è quello di riuscire a far riflettere gli abitanti della zona sull'impatto del progetto e gli amministratori sulle occasioni che si perderanno se verrà realizzato così com'è ora». L'iter del progetto di riqualificazione della Cementizia - uno dei più tormentati degli ultimi anni, già cambiato in corso d'opera una volta perché i volumi della nuova residenza che in origine affacciava su via Firenze, impedivano addirittura la vista della porzione storica - è già in fase molto avanzata: approvato all'unanimità dal consiglio della Circoscrizione est, è passato al vaglio della commissione urbanistica del Comune che l'ha approvato, anche questa all'unanimità, dopo aver respinto le osservazioni. Manca solo il passaggio in consiglio comunale per l'ok definitivo che avverrà molto presto. «Ed è per questo - continuano Nappini, Bertini e Cecchi - che per lunedì prossimo alle 21 abbiamo organizato un forum, aperto alla cittadinanza, ma con inviti anche agli amministratori, per affrontare la questione tutti insieme». La riunione alla quale sono stati inviatati l'attuale assessore all'Urbanstica Gianni Cenni, l'ex assessore Stefano Ciuoffo e rappresentanti della Valore, si terrà al circolo Costa Azzurra. E' dal confronto, compiuto dai cittadini, tra il vecchio e il nuovo progetto che i problemi sono nati. «In origine - spiegano - c'era una piazza pedonale che collegava, così come previsto dal Prg di Secchi, Le Macine e la Querce. C'era un grande parcheggio pubblico, assolutamente necessario a chi abita alla Macine, e un'area a verde pubblico. Inoltre - continuano - gli edifici storici, come i molini e il frantoio erano destinati alla collettività: un auditorium e la scuola della musica, mentre il verde publico è finito in cima al colle. E per finire - concludono - l'impatto dei tre blocchi destinati alla nuova residenza, arretrati rispetto al progetto originario, sono ancora più vivibili dei precedenti perché collocati a mezza costa». Cosa è accaduto? La scorsa amministrazione per evitare una colata di cemento su via Firenze ha chiesto alla Valore di distribuire i volumi previsti di residenziale negli edifici già esistenti, ridimensionando e spostando di lato i volumi per le nuove residenze. Così facendo una parte dei vecchi edifici che nel progetto precedente sarebbero stati abbattuti, saranno invece recuperati ma per ospitare, oltrechè terziario, servizi (indicazione generica) e ricettivo, quella parte di residenziale oggi "sparsa" nell'ex frantoio, nei molini di cemento e nel forno rotante.