Non piace proprio a nessuno il progetto della loggia di Isozaki all'uscita dei Nuovi Uffizi. A sottolinearlo è il soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, in occasione della cerimonia di presentazione delle "Giornate europee del patrimonio". «Non piace al ministro. Giuliano Urbani, a personaggi come Vittorio Sgarbi, Franco Zeffirelli, Oriana Fallaci, e nemmeno alla gente comune, ma ci sono dei contratti da rispettare -spiega Paolucci- perciò il problema diventa squisitamente politico». «Bisognerà che venga ridiscussa la posizione di Urbani -aggiunge- che è di netta chiusura e, immagino, difficilmente praticabile». «Il problema -ribadisce il soprintendente- è dello sgradimento della loggia da parte di personaggi oggettivamente importanti come Sgarbi, Fallaci e ZefBrelli e del fatto che il popolo, la cosiddetta gente comune, sia il popolo di destra sia quello di sinistra, molto probabilmente non ama questa soluzione architettonica». «Troveremo un punto di accordo -assicura- ma non stravolgendo il progetto di Isozaki, perché un grande architetto non è disposto a modificare il suo progetto se non entro limiti molto ragionevoli». Anche se «esistono contratti da rispettare -fa notare Paolucci- il ministro lo sa bene, lo disse anche lui ripetendo in più occasioni la formula latina "pacta sunt servanda"».
Firenze, la loggia di Isozaki non convince né vip né cittadini
Non piace proprio a nessuno il progetto della loggia di Isozaki all'uscita dei Nuovi Uffizi. A sottolinearlo è il soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, in occasione della cerimonia di presentazione delle "Giornate europee del patrimonio". Non piace al ministro. Giuliano Urbani, a personaggi come Vittorio Sgarbi, Franco Zeffirelli, Oriana Fallaci, e nemmeno alla gente comune, ma ci sono dei contratti da rispettare -spiega Paolucci- perciò il problema diventa squisitamente politico. Bisognerà che venga ridiscussa la posizione di Urbani -aggiunge- che è di netta chiusura e, immagino, difficilmente praticabile. Il problema -ribadisce il soprintendente- è dello sgradimento della loggia da parte di personaggi oggettivamente importanti come Sgarbi, Fallaci e ZefBrelli e del fatto che il popolo, la cosiddetta gente comune, sia il popolo di destra sia quello di sinistra, molto probabilmente non ama questa soluzione architettonica. Troveremo un punto di accordo -assicura- ma non stravolgendo il progetto di Isozaki, perché un grande architetto non è disposto a modificare il suo progetto se non entro limiti molto ragionevoli. Anche se esistono contratti da rispettare -fa notare Paolucci- il ministro lo sa bene, lo disse anche lui ripetendo in più occasioni la formula latina "pacta sunt servanda".
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