NON uno ma due ministri, dello stesso governo ma non delle stesse idee, fanno traballare i tralicci dell'architetto Foster che, come da progetto concordato tra Enel, enti locali e governo, devono sostituire gli attuali orrendi piloni del maxi elettrodotto sulle colline di Scandicci e Impruneta. I due ministri sono quelli ai beni culturali e all'ambiente, Urbani e Matteoli. Che si rimpallano l'ultima decisone sullo smantellamento e la ricostruzione più a valle dell'impianto. L'allarme è arrivato dal sindaco di Scandicci Simone Gheri, preoccupato che i suoi tralicci facciano la fine della loggia di Isozaki dal momento che per realizzarli manca solo la controfirma del ministro Urbani alla Via (valutazione di impatto ambientale) già approvata dal collega Matteoli. E da Roma si ammette: sì è vero Urbani non ha firmato. Anzi, ha rispedito al mittente il decreto da cui erano inspiegabilmente sparite le prescrizioni aggiunte dalla soprintendenza fiorentina, e fatte proprie dal ministero ai beni culturali, ai progetto dell'Enel. Ora la Via è di nuovo ferma sul tavolo di Matteoli. E pensare che al sì della soprintendenza si era giunti dopo un lungo tira e molla in cui l'allora soprintendente Valentino, alla cui approvazione nel '94 si deve l'attuale contestato elettrodotto, rivendicava un più corposo interramento delle linee all'Impruneta di quanto promesso da Enel. Proprio come peraltro continua a chiedere anche l'amministrazione di quel Comune. A giugno però, la soprintendenza a questo punto retta dall'architetto Grifoni, si è convinta, sulla base delle spiegazioni avute da Enel, dell'irrealizzabilità dell'interramento e ha dato il suo benestare. Ha solo aggiunto quattro elementari prescrizioni: ripiantare gli alberi abbattuti nei lavori; non aprire grandi strade nei boschi per far passare i camion dello smarino ma usare piuttosto elicotteri; rispettare gli insediamenti di interesse storico e ambientale; salvaguardare i crinali delle colline. Matteoli le ha saltate a pièpari: al suo ministero si dimenticano pezzi fondamentali nello scrivere i documenti o una lite interna al governo rischia di bloccare tutto?