L'assessore Armao: «Non ritiro nulla, pronti a controbattere a tutti i ricorsi nelle aule giudiziarie» «Il piano paesistico potrà, forse, contenere degli errori, ma se qualcuno pensa che io ritiri il provvedimento si sbaglia di grosso». L'assessore Gaetano Armao non retrocede di un millimetro e, a fronte di una platea quasi del tutto a lui avversa, non si scompone. L'incontro con le istituzioni e alcune associazioni di categoria ha avuto l'effetto di un boomerang. Toni accesi, minacce, proclami e implorazioni affinché il piano possa essere ritardato sono rimaste lettera morta. Ha iniziato Franco Antoci, presidente della Provincia a invocare il principio molto pragmatico del «prima vivere e poi filosofare» per giustificare la paura degli imprenditori agricoli nel veder calare dall'alto un piano di fatto sconosciuto. Ha proseguito Nello Dipasquale minacciando fiumi di ricorsi al Tar e paventando scenari di rivoluzioni agricole. «Noi vogliamo uno sviluppo ha detto Antoci che sia sostenibile». «Il piano ci è sfuggito di mano ha aggiunto Dipasquale perché il nostro paesaggio è da sempre tutelato dai nostri contadini che non possono essere ostacolati. La nostra edilizia è compatibile con il paesaggio, dunque chiediamo la revoca dell'atto adottato dalla Regione, altrimenti faremo giungere all'assessorato una pioggia di ricorsi». Lo scontento come leit motiv che ha accompagnato quasi tutti gli interventi dei parlamentari in sala. Da Roberto Ammatuna a Orazio Ragusa. Entrambi inclini a sollecitare un passo indietro da parte dell'assessore regionale in nome di un territorio a vocazione agricola del tutto contrario a questo piano. Ma, se pure sembrano avere fondamento alcuni sospetti che vedrebbero la provincia iblea penalizzata dalle scelte regionali, quel che è sembrato mancare in occasione della riunione di ieri sono stati proprio gli argomenti concreti inerenti il piano paesistico. Lodevole l'eccezione fatta registrare dal sindaco di Modica Antonello Buscema. «Dico no spiega Armao a un confronto di tipo ideologico. Vorrei si entrasse nel merito della questione per cercare un punto di equilibrio tra la tutela del territorio e lo sviluppo dello stesso. È evidente che uno strumento simile serve per aiutare e non certo per danneggiare. Se il sindaco Dipasquale continuerà con i suoi ricorsi al Tar, vorrà dire che noi daremo lavoro all'avvocatura dello Stato, poiché abbiamo agito in ossequio a una normativa nazionale che non si poteva disattendere». Fuori dal coro l'onorevole Pippo Digiacomo. «Se passa da più parti l'idea si chiede che siamo una provincia di cementificatori e trivellatori, forse dovremmo chiederci quale sia l'origine di questo cortocircuito. È ovvio che nessuno di noi vuole distruggere un patrimonio dell'intera umanità». Giovani Iacono, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia cerca di ricondurre il dibattito su temi concreti. «Non è vero puntualizza che la soprintendente Vera Greco non ha recepito le osservazioni proposte, è vero che la Provincia non ha inteso partecipare alla riunione in cui tali osservazioni potevano essere avanzate». Se il buon giorno si vede dal mattino, non sarà facile per il neo soprintendente Alessandro Ferrara, lavorare in una condizione di evidente strappo tra sindaci e Soprintendenza. La scheda Il Piano paesistico è uno strumento volto alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e naturali presenti in un territorio, ripartito in ambiti omogenei per caratteristiche culturali, estetiche e morfologiche. Il territorio della provincia è stato diviso in 14 paesaggi locali, omogenei tra loro. Si va dall'Alto Irminio (sui monti Iblei) sino all'isola dei Porri (di fronte alla costa di Santa Maria del Focallo). Ogni paesaggio locale è stato, poi, suddiviso in tre sub-ambiti, ognuno dei quali ha tre diverse gradazioni di vincoli. In totale si tratta di 96 sub paesaggi. Il piano paesistico detta, per ciascun paesaggio indirizzi e prescrizioni. Gli indirizzi riguardano le zone non sottoposte ad alcun vincolo e i comuni hanno 18 mesi di tempo per adeguare i loro strumenti urbanistici. Le prescrizioni interessano invece le aree vincolate e sono già scattate il 10 agosto, giorno dell'adozione del piano paesaggistico.