Coltano sì, no, forse. L'annosa vicenda legata al recupero della stazione telegrafica fondata da Guglielmo Marconi nel 1911 e oggi ridotta a un rudere, continua a impegnare il Comune e il Fondo per l'ambiente italiano (Fai) che ha dato avvio a una raccolta di firme per sbloccare l'impasse burocratica che impedisce qualsiasi intervento di recupero. Ma andiamo con ordine. Da tempo l'amministrazione si dice interessata ad acquisire la disponibilità del bene, che appartiene al demanio, per avviare un valido progetto di valorizzazione. «Avevamo già fatto domanda di concessione allo Stato, anche per capire l'importo di un eventuale canone - spiega l'assessore al patrimonio Andrea Serfogli - Poi si è presentata l'opportunità di un trasferimento non oneroso grazie al decreto legislativo sul federalismo demaniale e quindi abbiamo preso tempo». Un primo elenco ufficiale (ma provvisorio) dei beni "papabili" gratuitamente dagli enti locali è stato pubblicato dall'agenzia del demanio a fine luglio: vi compaiono le aree verdi di Coltano, ma non la palazzina che ospitava l'importante centro di comunicazioni. «L'immobile è coperto da un vincolo storico-artistico e ciò ha impedito l'inserimento in questa prima lista - spiega Serfogli - Il provvedimento fu adottato all'inizio degli anni 2000 per evitare la cartolarizzazione del bene». La misura che mirava a salvaguardare il bene a favore della collettività ora rappresenta il maggiore ostacolo per un suo trasferimento al Comune, indispensabile per il recupero. «C'è comunque una possibilità - spiega Serfogli - L'articolo 112 del decreto sul federalismo demaniale prevede che in presenza di adeguati programmi di sviluppo culturale anche i beni coperti da vincolo possano essere trasferiti. Abbiamo già avuto un primo incontro con i tecnici dell'agenzia del demanio proprio su questo aspetto e la prossima settimana ci incontreremo di nuovo. Entro il maggio 2011, quando il trasferimento sarà effettivo e definitivo, contiamo che la vecchia stazione di Marconi sia nella disponibilità del Comune». Per accelerare il passaggio, anche il Fai si è messo in moto con una raccolta di firme: «Ogni anno la nostra associazione organizza un censimento nazionale per attirare l'attenzione degli italiani sui luoghi di pregio e di interesse presenti nel nostro Paese, che versano in condizioni di abbandono - spiega Annamaria Tomassi, capo della delegazione Fai di Pisa - I siti che ricevono più segnalazioni saranno seguiti dal Fai, al fine di favorire e velocizzare i progetti di recupero». Al momento la stazione di Coltano è in 26 posizione in questa speciale classifica, «ma non sono ancora considerate le firme che abbiamo raccolto di persona durante le iniziative organizzate questa estate», spiega Tomassi. Per partecipare al censimento è necessario collegarsi al sito www.iluoghidelcuore.it. Per votare c'è tempo fino al 30 settembre