Il patto siglato da Berlusconi con lAustralia non basta a farli uscire dal museo di Scienze naturali Il direttore: "Il governo ha detto di non procedere senza concertarsi con noi" LAustralia richiede i resti dei suoi antichi aborigeni e li rivuole dal museo di Scienze naturali di Firenze. Come racconta LEspresso sul numero in edicola, il premier Silvio Berlusconi e il primo ministro australiano Kevin Rudd, a margine del G8 dellAquila di luglio 2009, hanno firmato un protocollo dintesa per riportare in patria gli scheletri e gli oggetti degli antichi aborigeni. Le normative non ammettono lalienazione del patrimonio statale, tra cui anche i beni culturali. Ma, per trovare una soluzione, il ministro Sandro Bondi ha istituito una commissione speciale, di cui fa parte anche lambasciatore australiano. Da mesi i colloqui vanno avanti frenetici e hanno coinvolto anche gli addetti ai lavori del museo fiorentino. I quali, però, la pensano in maniera diversa tra di loro: «Riconoscere i resti per farli seppellire significherebbe aprire la strada allo svuotamento dei musei antropologici», ha detto al settimanale Monica Zavattaro, responsabile della sezione di etnologia, «Assecondando una motivazione religiosa rischiamo di innescare un meccanismo che potrebbe giustificare ogni sorta di richiesta». Dallaltra cè il presidente, Giovanni Pratesi, che non si dice completamente contrario, purché si trovi un accordo che ripaghi il museo della sottrazione: «Allo stato attuale non è possibile ridare i resti, la legge lo vieta e ci rimetteremo solo noi» ha riferito a Repubblica: «Bisogna trovare una formula che non danneggi nessuna delle parti». La quantità degli oggetti, secondo Pratesi, è minoritaria rispetto ai reperti del museo. «Hanno un grande valore scientifico, ma non sono la nostra maggiore ricchezza. Il governo, comunque, ha espresso la volontà di non procedere senza concertarsi con noi. Siamo in una fase di approfondimento». Le richieste di Canberra sono pressanti. I più scettici, però, considerano il tentativo dellesecutivo australiano un modo per distogliere lattenzione dal vero problema: la restituzione delle terre sacre alla comunità. (r.bian.)
Il giallo dei reperti degli aborigeni "Quellintesa non supera la legge"
Il governo italiano ha espresso la volontà di non procedere senza concertarsi con il museo di Scienze naturali di Firenze, che custodisce gli scheletri e gli oggetti degli antichi aborigeni australiani. Il direttore del museo, Giovanni Pratesi, ha espresso la sua preoccupazione che la restituzione dei resti potrebbe aprire la strada allo svuotamento dei musei antropologici. Il governo ha istituito una commissione speciale per affrontare la questione, che include anche l'ambasciatore australiano. I colloqui sono frenetici, ma non sembra esserci un accordo. Il governo australiano richiede la restituzione dei resti, ma il museo italiano rifiuta di cederli. La questione è ancora in fase di approfondimento.
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