La Regione rischia la serie B. "Ora un vertice con Alemanno" Non va giù a Renata Polverini quellelenco sterminato di super-poteri, contenuto nella bozza di decreto ribattezzata "Alemanno-Calderoli", che la riforma sul federalismo assegnerebbe alla capitale a scapito innanzitutto della Regione e, in subordine, della Provincia di Roma: urbanistica, ambiente, trasporti, commercio, sviluppo economico, persino protezione civile, lasciando alla Pisana le sole prerogative sulla sanità. Laltolà della presidente, per nulla disposta a perdere il "controllo" di Roma col risultato di governare una regione di serie B, era arrivato già allindomani delle indiscrezioni trapelate sul Turc (il Testo unico su Roma capitale) approntato dal ministro leghista con la collaborazione del Campidoglio: «Roma non sarà isolata dalla sua regione», aveva tuonato a fine agosto. Non è dunque un caso che abbia deciso proprio ieri, primo giorno utile dopo la pausa estiva, di inaugurare il tavolo tecnico sul federalismo con i cinque presidenti delle province laziali (Zingaretti e Melilli del Pd; Meroi, Iannarilli, Cusani del Pdl) e alcune «figure professionali che ci aiuteranno nelle decisioni politiche che dovremo prendere». Ovvero un paio di esperti di diritto costituzionale pronti a confortare la tesi della governatrice: è impossibile devolvere al Comune con legge ordinaria competenze che la Carta attribuisce alla Regione. Altro che abdicare alle proprie funzioni: «Il Lazio si vuole candidare a guidare il processo delle riforme istituzionali di cui il nostro Paese ha bisogno», ha insistito Polverini, intenzionata a seguire insieme alle province «la questione di Roma Capitale, che dobbiamo valutare tutti assieme per rendere le amministrazioni più vicine alle esigenze dei cittadini». Chiaro il messaggio: «Come lo stesso sindaco ha già detto nei giorni scorsi, il testo che è circolato è molto vecchio e peraltro va molto oltre quello che la stessa delega aveva stabilito», ha spiegato lex sindacalista. «Con Alemanno ci incontreremo nei prossimi giorni per stabilire insieme, in maniera collaborativa, con il sostegno del consiglio, della giunta ma anche delle province, quali sono le materie che la Costituzione e la delega stabiliscono abbiano a che fare con il ruolo di Roma Capitale». Uno stop bello e buono. Subito evidenziato dal capogruppo dellIdv Vincenzo Maruccio che, dopo aver ricordato «gli enormi rischi di accentramento di poteri e di svuotamento di competenze amministrative degli altri enti locali poste dalla bozza», attacca: «Oggi la Polverini è finalmente intervenuta, aprendo di fatto una frattura con il sindaco Alemanno. Ci auguriamo che ora si apra una discussione seria nelle assemblee di Comune, Regione e province per giungere a un progetto di riforma condiviso ed equo». E «un maggiore coinvolgimento» della Pisana chiede anche ludc Rodolfo Gigli, invitando «il presidente Abbruzzese a convocare, quanto prima, una sessione straordinaria del consiglio».
Roma Capitale, altolà della Polverini No ai super poteri del Campidoglio
La Regione Lazio è a rischio di essere ridotta a serie B a causa di una bozza di decreto che assegna a Roma Capitale competenze amministrative a scapito della Regione e delle province. La presidente della Regione, Renata Polverini, ha deciso di incontrare il presidente della Provincia di Roma, Roberto Alemanno, per discutere della questione. Polverini ha affermato che non è possibile devolvere competenze alla Regione con legge ordinaria e che il Lazio si vuole candidare a guidare il processo delle riforme istituzionali. Il sindaco di Roma, Alessandro Modugno, ha già espresso il suo dissenso per il testo che è stato presentato.
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