Continua la battaglia di Emilio Izzo che ha avviato una petizione popolare contro il progetto. Il Soprintendente ai beni archeologici conferma l'intenzione di mandarla via da S. Maria delle Monache per far posto al museo FINORA c'erano solo le anticipazioni «sindacali» di Emilio Izzo, ma oggi c'è, nero su bianco (vedi nel box a lato la lettera aperta del soprintendente Mario Pagano), la conferma di quello che sarebbe l'ennesimo «oltraggio» praticato al centro storico di Isernia, ovvero lo sfratto dell'antica e gloriosa biblioteca Romano dal complesso di Santa Maria delle Monache. Ci auguriamo, dalle colonne di questo giornale, che si tratti solo di un'intenzione che si infrangerà contro la «granitica» opposizione dell'amministrazione Melogli. Ce lo auguriamo, anche se siamo un po' scettici al riguardo, vista la considerazione in cui l'attuale esecutivo tiene la parte più antica e suggestiva della città. Però, dall'altra parte della barricata, opposto al Soprintendente, se non ci sarà il comune, ci sarà sicuramente Emilio Izzo: colui che ha fatto conoscere a tutti il progetto di Mario Pagano, che non è il celebre filosofo di fine settecento, ma l'attuale Soprintendente ai Beni archelogici del Molise. E Izzo ha avviato una intensa campagna di sensibilizzazione ed una raccolta di firme per scongiurare «l'ennesimo scippo culturale» ai danni della città di Isernia.