Anna Marson, 53 anni, trevigiana e docente di pianificazione del territorio a Venezia dove è stata anche assessore della Provincia alla fine degli anni '90 è stata una delle scelte più discusse del presidente Enrico Rossi. Nell'aprile scorso fu Pancho Pardi, fiorentino, professore di urbanistica e senatore dell'Idv che propose a rossi la candidatura della Marson. Rossi non la conosceva. Quando Pardi fece il nome di questa professoressa da sempre vicina ai temi dell'ambientalismo esclamò «Chi è?». Fu il curriculum che il senatore dell'Idv gli fece arrivare tra le mani che lo convinsero, nonostante i dubbi di una certa parte del Pd e soprattutto dell'assessore uscente Riccardo Conti. Marson non più tardi di un anno fa aveva criticato in un articolo la gestione dell'urbanistica della precendente giunta Martini. È sposata con Alberto Magnaghi, anche lui urbanista fiorentino, uno dei maggiori esponenti dei comitati contro i cosidetti ecomostri toscani nato dopo le denunce del professor Alberto Asor Rosa sul caso edilizio più noto degli ultimi anni: Monticchiello. Nel 2006 Marson insieme a decine di architetti, ingegneri e liberi professionisti firmò un appello promosso da Legambiente, Wwf, Italia Nostra e fondazione per la tutela del Chianti Classico in cui si chideva al consiglio comunale di San Casciano di rimettere in discussione la variante urbanistica che consentiva lo spostamento a Ponterotto dello stabilimento Laika, la società costruttrice di caravan a San Casciano. Già nei primi quattro mesi da assessore ha fatto discutere e irritare più di un sindaco: dai dubbi sugli insediamenti in Val di Cornia all'annuncio della revisione del masterplan dei porti turistici.