La costa in Campania fa spesso rima con cemento, impastato per tirare su piccole villette, attracchi e lidi abusivi, fino agli ecomostri. Così lo scheletro dell'albergo di Alimuri a Vico Equense continua a fare mostra di sé sulla scogliera, guadagnando stabilmente dagli anni sessanta un posto nella top five della classifica, stilata da Legambiente, sui peggiori edifici che deturpano il paesaggio. Quest'anno compie 48 con i suoi piloni a vista: cinque piani, 18 mila metri cubi su un'area di duemila metri, un grande alveare alto 16 metri che avrebbe dovuto offrire cento stanze a turisti in cerca di una vacanza direttamente sul mare. Non è stato mai finito e mai abbattuto. Non così imponente ma ugualmente invadente l'hotel Castelsandra, nel comune di Castellabate su una collina nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, zona di assoluta inedificabilità. Lo costruirono due coniugi belgi in ricordo della figlia morta prematuramente, furono costretti negli anni ottanta a venderlo a imprenditori vicini al clan Alfieri, così le famiglie del cartello ci mandavano gli affiliati latitanti ma era anche la location per meeting di affari, negli anni d'oro degli appalti post terremoto. Il piccolo albergo, nelle mani della camorra, aumentò immediatamente le cubature, tra piscine, il campo per il tiro al piattello, un piccolo zoo e venticinque villette. Confiscato dalla magistratura nel 1992, dal 2001 la proprietà è passata allo Stato. Nel 2007 era stata identificata la ditta per le demolizioni, la regione aveva stanziato allo scopo 600 mila euro ma, alla fine del 2009, il Consiglio di Stato ha fermato le ruspe, accogliendo il ricorso dei precedenti proprietari. Se la Campania è il regno del mattone selvaggio, Ischia ne è la sovrana indiscussa, con 25 mila richieste di condono su 60 mila residenti. Un braccio di ferro tra isolani, con in testa i sei sindaci, e la procura di Napoli che da oltre un anno pianifica gli abbattimenti. Spettatori interessati i politici del Pdl che hanno provato a più riprese ad aprire i termini del condono del 2003, per ora senza successo. Il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, durante l'ultima campagna per le elezioni regionali, è stata esplicita: "Se saremo noi ad amministrare la Campania, studieremo una legge per fermare le demolizioni". Stessa chiarezza per il neo presidente Stefano Caldoro: "Si tratta di situazioni che non possono essere risolte solo con le ruspe". Sarebbero abusi di necessità, si difendono i residenti di Ischia. Stessa scusa, forse, anche a Posillipo, il quartiere più esclusivo di Napoli, dove quest'estate, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, si stava costruendo una mega villa a picco sul mare: cinquecento metri quadrati su sette terrazzamenti per un cantiere di circa duemila metri quadrati, approdo privato incluso. Sono state denunciati i quattro proprietari, il direttore dei lavori, due progettisti e i legali rappresentanti delle imprese edili. Neppure i vip danno il buon esempio. L'anno scorso abusi sono stati scoperti nella villa di Posillipo dell'ex capitano della nazionale Fabio Cannavaro, poi è toccato alla residenza di Christian De Sica a Capri, per una veranda senza autorizzazioni, e infine a Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, per la sua villa sull'isolotto di Isca, tra Nerano e Li Galli, in costiera amalfitana, nell'area protetta di Punta Campanella. I poliziotti del commissariato di Sorrento, insieme con il personale della Guardia costiera, hanno proceduto al sequestro del cantiere denunciando per violazioni urbanistiche e ambientali lo stesso De Filippo. L'isolotto è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza ai beni architettonici ed ambientali: sui due lati orientale e occidentale sono stati ritrovati resti di costruzioni romane, pezzi di vasi e scale intagliate nella roccia che conducono fino a mare. Sigilli anche per l'ex villa Zeffirelli a Positano. La struttura, dove per anni ha alloggiato il regista, è stata di recente trasformata in un resort a cinque stelle. Si tratta di tre complessi che, in omaggio al precedente proprietario, sono state battezzate Traviata (una lussuosa suite di 51 metri quadrati con una piscina ritenuta anch'essa abusiva, su un'area di almeno 150 metri quadrati, da duemila euro più iva al giorno, come si legge sul sito del resort), "Maestro Zeffirelli" e "Callas-Tosca" con un solarium di circa 45 metri quadrati. Abusi commessi all'interno del Parco regionale dei Monti Lattari, in una zona riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità.