Il sindaco di Cossignano De Angelis: "Qui si respira il senso del tempo e la coesione sociale è una realtà, non un concetto astratto" Ancona Mentre le città implodono, i piccoli Comuni sembrano godere di nuova vita. E' qui che si concretizza il sogno di molte famiglie, alla ricerca di realtà più a misura d'uomo e di costi più abbordabili. Il 51 degli italiani, secondo un'indagine della Coldiretti, vorrebbe viverci. Una fuga in piena regola se si tiene conto che un terzo della popolazione italiana vive in Comuni di piccola e piccolissima dimensione. Sono infatti solo 43 i Comuni italiani con oltre 100.000 abitanti con una popolazione complessiva pari al 23 di quella totale nazionale, e solo 12 quelli con oltre 250.000 abitanti. Al contrario, sono 6.943 quelli con meno di 10.000 abitanti e rappresentano il 31,9 della popolazione. E qui, secondo una recente indagine del Centro sudi Sintesi di Venezia, la felicità è più a portata di mano che altrove. Per la qualità della vita, la partecipazione alla vita politica, i rapporti sociali, la sicurezza, l'ambiente, la salute i piccoli centri hanno la meglio sui capoluoghi. Fattori che anche i forestieri mostrano di apprezzare: il 42 dei turisti stranieri che visita l'Italia si reca nei centri minori. Non solo Pil allora. "E' che qua si respira il senso del tempo, cosa che in città non avviene", spiega Roberto De Angelis sindaco di Cossignano (1.019 abitanti) e coordinatore dei Piccoli Comuni dell'Anci Marche. "E poi - continua - la dimensione umana è molto forte, la coesione sociale è una realtà mentre in un grosso centro urbano è un concetto astratto. L'emarginazione sociale è difficile che si realizza, c'è sempre il vicino di casa che interviene e ti dà una mano". L'altra faccia della medaglia: il rischio di isolamento, i collegamenti insufficienti, i punti di ritrovo di cui i giovani lamentano la mancanza, le scuole che chiudono "a fronte di una razionalizzazione imposta dal governo - come spiega De Angelis - facendo venir meno una funzione di coesione importante". "Rimane però il fatto - continua De Angelis - che questi borghi sono una meraviglia. Qui molti ritornano per rimettere a posto la casa dei nonni, per ritrovare l'atmosfera della loro infanzia. Cossignano in particolare vanta un impianto urbanistico, un contesto paesaggistico eccezionale. Certo, spetta all'amministrazione valorizzare e impegnarsi a superare gli eventuali gap presenti. Ma, tengo a precisarlo, sempre con la collaborazione dei cittadini". E' qua infatti che spesso nascono i laboratori di buone pratiche. Sono i piccoli Comuni a occupare i primi posti delle classifica nelle energie rinnovabili e nel trattamento dei rifiuti; efficienza nei servizi; qualità e tipicità per reggere sul mercato globale. E' la "decrescita felice" un modo di vivere in maniera più consapevole che, dice De Angelis "non può limitarsi all'individuo, ma deve coinvolgere tutta la comunità". Il Comune inteso appunto come bene comune. E dove se non in una dimensione più a contatto coi cittadini? Pia Bacchielli