Un subacqueo rilancia la storia dell'opera contesa con gli USA Nell'agosto del 1964 tre pescatori agganciano la statua in Adriatico A Fano viene sepolta in un campo di cavoli poi viene venduta ai Barbetti di Gubbio. Prima di finire al Getty Museum viene spedita in Brasile da un missionario. L'opera si trova a Malibù ma l'Italia ne rivendica la proprietà Storie all'Indiana Jones. Piacciono, riempiono le sale... cinematografiche, ma non fanno muovere nemmeno un sopracciglio ai professionisti: e cioè i carabinieri del nucleo per la tutela del Patrimonio Artistico e nemmeno ai giudici. Perchè un ennesimo esploratore del passato s'è andato ad infilare nella vicenda del Lisippo e cioè la statua in bronzo del periodo classico ripescata in Adriatico, venduta per quattro soldi dai pescatori di Fano, e poi finita al Getty Museum di Malibù per poco meno di 5 milioni di dollari. Soldi pesantissimi, perché si era nel 1977. Ora lo Stato italiano rivendica la proprietà della statua e la Procura di Pesaro ha deciso una confisca a cui gli Usa si oppongono. A riaprire la partita (solamente mediatica), un 87enne con case a Fano e a Pergola, nell'alto pesarese, che nella vita dice di aver fatto il sub nelle piattaforme petrolifere in Adriatico. Si chiama Claudio Carli e dice di aver ritrovato il basamento della statua ad un miglio e mezzo dalla costa, al largo di Fano. Profondità 6-7 metri. «Non tanto tempo fa - dice Carli - ho ritrovato il materiale. Sono andato in quel punto perché i pescatori fanesi mi avevano detto in confidenza che lì avevano trovato la statua di Lisippo. Ho cercato ed ho trovato, prima un grande basamento lavorato in pietra, 4 metri per 2 e spesso un metro. Quindi ho cercato lì vicino ed ho trovato un altro basamento più piccolo ed è quello che sono riuscito a caricare sul gommone». Singolare il seguito: «Sono andato prima in Comune a Fano dove due signore mi hanno spedito all'assessorato alla Cultura dopodiché un'altra impiegata mi ha detto di rivolgermi ai Beni Culturali. A quel punto sono entrato dentro una televisione locale ed ho raccontato tutta la storia». Ed ora? «Ho fatto una bella cosa, ho preso, ho ricaricato tutto in macchina, ho preso il gommone e sono andato a scaricare tutto in mare». Perché? «Mi sono stufato. Mi sono ritrovato i carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio dentro casa per tutta una giornata. Hanno perquisito tutte le mie proprietà e mi sono anche ritrovato addosso una denuncia da parte della Procura delle Repubblica di Pesaro per omessa denuncia di ritrovamento archeologico. Questa è davvero una storia antipatica". «No, non sono io inattendibile, ma tutti gli altri lo sono perché qualsiasi persona sa perfettamente che una statua gettata dentro l'Adriatico a 43 miglia dalla costa viene fagocitata e sprofonda nel fango per almeno dieci metri nel giro di un anno. E quindi il racconto che è stato fatto fino ad ora del ritrovamento del Lisippo è del tutto inattendibile. E queste cose sono disposto a metterle nero su bianco anche ad esperti». Atre cose ha trovato oltre al basamento? «Sì, ho ritrovato anche i piedi della statua». Di tutta questa storia sia i carabinieri che la Procura di Pesaro non credono nemmeno ad una virgola. Mistero sui piedi mai rinvenuti Ritrovati i piedi? Nessuno crede alle ultime novità. Ma certamente autorevoli studiosi sostengono che i piedi della statua di Lisippo sono stati ripescati. Lo affermò anche Federico Zeri in diverse occasioni, sostenendo che i piedi erano sul mercato internazionale. Per Zeri anche i bronzi di Riace venivano dall'Adriatico Mi sono ritrovato addosso una denuncia e i carabinieri dentro casa per tutta una giornata. Ho buttato via tutto