Lepisodio alla fine di luglio. Era fissata a una mensola. Sistemi di sorveglianza sotto accusa ROMA - Furto nelle sale del Maxxi, il Museo delle Arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid e inaugurato a fine maggio a Roma: una statua in bronzo è scomparsa dalla mostra dedicata a Luigi Moretti, tra i protagonisti della cultura architettonica del Novecento. Lepisodio risale alla fine di luglio; le indagini sono in corso a cura dei Carabinieri del nucleo Tutela del Patrimonio artistico. Ed è subito polemica sulla sicurezza del megamuseo milionario fresco di vernissage. La statua trafugata, alta una quarantina di centimetri, era fissata ad una mensola, parte di unesposizione composta di video e progetti, di libri e documenti, a cui sono stati aggiunti oggetti darte e dipinti, per sottolineare lattenzione del progettista del razionalismo romano per larte e la cultura, la sua passione per lesotico. Quella statuina, col volto dai tratti orientaleggianti, era parte dellarredo della casa dellarchitetto nato nel 1906 che a Roma realizzò il progetto per il Foro Mussolini, lAccademia della Scherma al Foro Italico. Della scomparsa della preziosa statuina si sono accorti gli addetti alle pulizie, la mattina dellultimo lunedì di luglio, quando le serate di musica e dj nella piazza esterna del museo erano già concluse. A museo chiuso, gli inservienti erano alle prese con le consuete spolverature e la risistemazione delle opere nella grande personale allestita nel Museo di Architettura al piano terra, quando si sono accorti del ripiano vuoto. Nessuna effrazione, porte e vetrate non erano state forzate. Lipotesi è che i ladri siano stati almeno due: uno appostato davanti alle telecamere, laltro impegnato nello smontare la statua. In un museo in cui si trovano in queste settimane centinaia di opere di grande valore economico oltre che artistico - i Kapoor, i Pistoletto, i Merz, i grandi quadri di Anselm Kiefer e le installazioni di Penone - la scelta di quel piccolo oggetto farebbe pensare quasi più a un dispetto che a un furto. Intanto i carabinieri sono alle prese con la visione di ore di filmati. A proposito della sicurezza, la direzione del museo ne ribadisce lefficienza assoluta: ciascuna sala è sorvegliata da tre custodi a cui si aggiungono le telecamere a circuito chiuso continuato. La mostra "Dal razionalismo allinformale" continua fino al 28 novembre: la famiglia degli eredi Moretti, prestatrice delle opere, ha espresso il proprio rammarico per lepisodio.