Il magazine britannico "The Spectator" dedica un ampio reportage al Palazzo di Andrea Doria e al suo recupero. Nonostante i danni di guerra degli Alleati Ma lInghilterra è stata facilmente "perdonata", visti i numerosi legami matrimoniali proprio in terra britannica, patria dei principi attuali La principessa Gesine fa da guida al pubblico dOltremanica attraverso i tesori darte del palazzo "Un posto vivo, non un museo" DONATELLA ALFONSO Meno male che i piloti della Raf sbagliarono mira. E che la famiglia Doria Pamphilij non mantenne alcun rancore verso gli Alleati che pure nel '44 provarono a ridurre in briciole il palazzo del Principe di Fassolo. Così il numero in uscita oggi di The Spectator, autorevole quanto conservatrice rivista londinese, pubblica nel servizio di apertura della sezione culturale, sotto il titolo "The Seaside Renaissance" (il Rinascimento sulla riva del mare) un ampio reportage di Roderick Conway Morris tutto dedicato alla "reggia" genovese di Andrea Doria. Dove, a fargli da guida, cè la principessa Gesine, nata peraltro in Inghilterra come il fratello Jonathan, ricorda Morris, e nelle terre dAlbione adottata dalla principessa Orietta Doria Pamphilij che aveva sposato un suddito di Sua Maestà. Unottima maniera per convincere britannici appassionati darte a muoversi verso ciò che sta alle spalle della Stazione Marittima, magari scendendo da una nave da crociera. Larticolo si spinge fino nei dettagli a ricordare la storia del palazzo di Fassolo e dei suoi tesori darte, costruito da Andrea Doria «il più illustre ammiraglio cristiano del suo tempo», nonché, si legge «il benigno dittatore della città-stato rimanendo peraltro ufficialmente un privato cittadino con il titolo onorario di Pater patriae». Ma, qua e là tra lammirazione per lo splendido patrimonio costituito dalla Villa del Principe e per loperazione di recupero che, come spiega la principessa Gesine «vuole farlo vivere ancora, non trasformarlo in un museo», nel reportage spuntano i ricordi di guerra. E un po di imbarazzo per quanto - di male - avrebbero potuto fare gli aerei inglesi e americani. «nel 1944 gli Alleati, erroneamente credendo che la villa fosse diventata il quartier generale dei tedeschi in città, la bombardarono ripetutamente, con sedici lanci proprio sulledificio e i giardini, mentre il vero comando nazista sulle colline rimaneva intatto». Ma poteva anche andar peggio: «Quando la Soprintendenza alle Belle Arti mise sacchetti di sabbia intorno alla fontana con la statua di Nettuno di fronte al palazzo, lamministratore della villa sottolineò che poteva sembrare una postazione da cannoni, E proprio per questo venne vista come un obiettivo e colpita», ricorda Gesine Doria Pamphilij nellarticolo dello Spectator. Peraltro, ricorda Roderick Conway Morris, la Raf stava bombardando a tutto spiano la città - e il porto in particolare - anche senza bisogno di essere attirata dai cumuli di sacchetti di sabbia. Ma comuqnue, appunto, la famiglia non se la prese troppo con gli inglesi. Tanto che tre successive generazioni di Doria Pamphilij, nel corso del Novecento, hanno scelto delle spose inglesi. La guerra è lontana, labbandono del Palazzo del Principe anche, per fortuna. E ora, con le mappe di Google, sarebbe difficile confondere ancora la reggia di Andrea Doria con un comando nazista.
LIGURIA - I piloti della Raf dritti sulla reggia scambiata per il comando nazista
Il magazine britannico "The Spectator" dedica un reportage al Palazzo di Andrea Doria e al suo recupero. Il palazzo, costruito da Andrea Doria, è stato danneggiato dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale, ma la famiglia Doria Pamphilij non ha mantenuto rancore. Il reportage è guidato dalla principessa Gesine, nata in Inghilterra, e descrive la storia del palazzo e i suoi tesori d'arte. Il palazzo è stato bombardato da aerei inglesi e americani nel 1944, ma la famiglia non ha reagito negativamente. Oggi, il palazzo è stato restaurato e vuole essere vissuto, non trasformato in un museo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo