Il decreto preparato da Cimino prevede la riduzione delle società dalle attuali trenta a diciotto Tre fedelissimi del presidente nel cda Escluso luomo che rappresentava il Pdl Sicilia Dopo Sicilia e-Servizi tocca a Sicilia lavoro, e la prossima sarà lAst. Il governatore Raffaele Lombardo avvia la campagna dautunno nelle società partecipate della Regione entrando a piedi uniti in Sicilia lavoro: azzerato il cda e nominati tre componenti dellufficio di gabinetto del governatore alla guida della società partecipata. Nessuna riconferma per il consigliere di area Pdl Sicilia e nemmeno per il presidente Pietro Rao, che era stato nominato in quota Mpa ma che ultimamente aveva avuto forti attriti con lassessore al Lavoro, Lino Leanza. Ma questo è solo il primo passo: in programma a breve cè un valzer di poltrone in tutte le società partecipate che dovranno scendere dalle 30 attuali a 18, così come prevede il decreto di riordino delle aziende appena firmato dallassessore al Bilancio Michele Cimino. Ieri lassessore ha avuto un incontro con il presidente Lombardo per avere un ultimo via libera al decreto che prima di diventare attuativo dovrà ottenere il parere favorevole della commissione Bilancio dellArs: «Il lavoro di riordino punta a ridurre le spese e a migliorare lefficienza delle società, aprendo anche a possibili privatizzazioni», dice Cimino. In attesa però che il riordino delle società diventi esecutivo, e che parta un valzer di nomine ufficiali, il governatore inizia a fare in proprio. Azzerato il consiglio damministrazione di Sicilia lavoro, dove sedevano il presidente Pietro Rao e i due consiglieri Renato Vazzana e Antonino Santagati. Al loro posto, nominati tre componenti dellufficio di gabinetto del governatore: Gianluca Galati, Simona Castellucci e Giovanni Riggio. Insomma, tre fedelissimi che rispondono chiaramente solo al presidente della Regione. Non riconfermato il presidente Rao, dellMpa. Il motivo? Attriti molto forti tra lui e lassessore Leanza su progetti, come quello per 1.200 tirocini formativi, che avevo fatto andare allo scontro i due e che era stato bloccato dallo stesso Leanza. Lombardo, proprio nei giorni in cui andava quasi alla rottura con il Pdl Sicilia sui soprintendenti, non ha riconfermato nemmeno Vazzana, che era stato indicato in precedenza proprio dal sottosegretario Gianfranco Micciché. Il prossimo cda nel mirino di Palazzo dOrleans è quello dellAst, dove Lombardo punta a mettere un suo uomo di fiducia, lex direttore regionale Nicola Vernuccio, al quale affidare il compito di ampliare i rami dattività della società, a partire dallingresso nel mercato del trasporto aereo. Ieri inoltre lassessore Cimino ha incontrato Lombardo per discutere sul decreto di riordino delle società già firmato dal responsabile del Bilancio. Decreto che prevede il passaggio, tra accorpamenti e dismissioni di alcune aziende come lItalkali, dalle 30 attuali a 18. Rimarranno società regionali: Ast, Beni culturali spa (che accorperà Biosphera e Multiservizi), Cinesicilia (che rileverà la Quarit), Sicilia lavoro, Sicilia e-Servizi, Seus 118, Riscossione Sicilia, Irfis, Sicilia e-Ricerca (che accorperà il Parco scientifico e tecnologico), Siciliacque, Mercati agroalimentari, Cape, Mediterranea holding, Stretto di Messina e Unicredit. «Il decreto è pronto, sarà il presidente Lombardo a inviarlo in commissione Bilancio allArs per avere il parere definitivo - dice Cimino - DallAssemblea ci aspettiamo suggerimenti anche su possibili privatizzazioni di alcune società». a. fras.
SICILIA - Pronto il taglio delle spa regionali nuovi vertici per "Sicilia Lavoro"
Il governatore Raffaele Lombardo ha avviato la campagna d'autunno nelle società partecipate della Regione Sicilia, azzerando il consiglio di amministrazione di Sicilia lavoro e nominando tre componenti dell'ufficio di gabinetto del governatore. Il presidente Pietro Rao non è stato riconfermato, a causa di attriti con l'assessore al Lavoro, Lino Leanza. Il decreto di riordino delle società, firmato dall'assessore al Bilancio Michele Cimino, prevede la riduzione delle società dalle 30 attuali a 18. Il governo punta a ridurre le spese e a migliorare l'efficienza delle società, aprire anche a possibili privatizzazioni.
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