Stasera e domani "Rigoletto a Mantova" su RaiUno con il saluto del presidente Napolitano Il direttore accusa: "Il ministro è senza vergogna". La replica: "Non sa di cosa parla" Regia di Bellocchio per un kolossal da un miliardo di fan. Il tenore: "Sono emozionato" MANTOVA dal nostro inviato Ci sarà anche il saluto del Presidente Giorgio Napolitano a introdurre il primo atto del Rigoletto a Mantova, in diretta stasera, alle 20.30, su RaiUno, trasmesso in mondovisione. Il secondo e il terzo atto del kolossal con Placido Domingo per la prima volta nel ruolo baritonale del protagonista, con la regia di Marco Bellocchio, andranno in onda, sempre in diretta, domani alle 14.30 e alle 23.15. Il messaggio presidenziale sottolinea la grande funzione culturale di questo spettacolo popolare ideato da Andrea Andermann, a metà strada tra teatro, cinema e televisione, per il quale gli organizzatori si aspettano un miliardo di spettatori in 141 Paesi. Come per Tosca a Roma nel 92 e poi Traviata a Parigi nel 2000 gli artisti reciteranno nei luoghi storici dove si svolge la scena dellopera. Che per Rigoletto saranno Palazzo Ducale, Palazzo Te, la Rocca di Sparafucile, oltre alle strade della città bagnata dal Mincio. La presentazione del grande evento, ieri, è stata però loccasione per rilanciare le polemiche sui tagli statali alle fondazioni liriche italiane. Comincia il direttore Zubin Mehta - che per loccasione dirigerà lOrchestra nazionale della Rai - a sparare a zero contro la politica culturale del Governo. «Spero che il Rigoletto sia di ispirazione. Spero che il Governo che taglia a tutti i teatri lo guardi». In particolare Mehta attacca il ministro Sandro Bondi, riferendosi anche alle vicende legate al Maggio Fiorentino dove è direttore. «Bondi è senza vergogna e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi. Mentre al Maggio Fiorentino il mese scorso è arrivato un ulteriore taglio di 2 milioni di euro». La replica del ministro non si fa attendere: «Mehta non sa di cosa sta parlando. In questi anni il ministero è stato particolarmente vicino al Maggio fiorentino, così come a tutte le altre fondazioni in difficoltà». Uno scambio di battute che scatena una serie prese di posizione. Da Francesco Giro sottosegretario ai Beni e alle attività Culturali, schierato naturalmente a fianco di Bondi a Matteo Orfini, responsabile cultura del Pd che spiega la sua solidarietà a Mehta per gli attacchi ricevuti. Di poche parole, ieri, Placido Domingo, per conservare la voce al meglio in vista della due giorni che lo attende. «Sto bene ma sono esausto - ha confidato - Trovo particolarmente emozionante il fatto di poter recitare nello scenario naturale immaginato da Giuseppe Verdi. Sempre più spesso la lirica esce dai teatri per andare dappertutto. È giusto che sia così perché la lirica sta diventando ogni giorno più popolare». «E una grande operazione di divulgazione vuole essere questo Rigoletto - spiega Bellocchio. - Questo è il significato fondamentale dellintera operazione». È questo il motivo per il quale Andermann ha voluto fermamente Domingo nel ruolo di Rigoletto: «Non avrei accettato nessun altro cantante al suo posto. Neanche il miglior baritono del mondo. Ho voluto Domingo per le sue grandi doti di attore. Per la sua straordinaria capacità interpretativa». Il film prevede infatti numerosi primi piani. Mentre le telecamere potranno girare attorno agli artisti regalando al pubblico un forte effetto cinematografico. Da parte di Placido Domingo una confessione: «È tale il mio coinvolgimento nel dramma di Rigoletto e di sua figlia Gilda, che temo di arrivare, sulla scena, a delle vere lacrime».
La lirica in mondovisione con Domingo e Mehta: "Bondi si ispiri invece di tagliare"
Stasera e domani, su RaiUno, si trasmetterà "Rigoletto a Mantova" con Placido Domingo nel ruolo baritonale del protagonista. Il direttore Zubin Mehta ha accusato il ministro Sandro Bondi di essere "senza vergogna" per i tagli statali alle fondazioni liriche italiane. Il ministro ha risposto che Mehta non sa di cosa sta parlando. Il film è stato ideato da Andrea Andermann e prevede numerosi primi piani per un effetto cinematografico. Placido Domingo ha espresso la sua emozione per recitare nello scenario naturale immaginato da Giuseppe Verdi.
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