"A Firenze è nata lopera, lui non ha neanche il coraggio di venire qui a discutere con noi" «Bondi è senza vergogna», attacca Zubin Mehta. «Il maestro non sa di cosa parla e fa dichiarazioni fuori misura», risponde il ministro dei Beni culturali. Lo scambio di accuse è durissimo nel tono e nella sostanza. Il direttore del Maggio si trova a Mantova, dove stasera e domani dirigerà il Rigoletto che andrà in onda su Raiuno con il tenore Placido Domingo che per la prima volta affronterà un ruolo baritonale. «Spero che questopera sia dispirazione per un governo che taglia fondi a tutti i teatri», dice Mehta, riferendosi alla situazione del Carlo Felice di Genova, dove i dipendenti sono in cassa integrazione, e al Maggio fiorentino per cui il maestro è sceso in piazza insieme agli orchestrali in segno di protesta contro la riforma firmata da Sandro Bondi. «Il ministro è senza vergogna», osserva adesso, «e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi. Anche con i sindacati di tutta Italia è rimasto a parlare dieci minuti e poi è andato via». Ad agosto, racconta Mehta, è arrivata la comunicazione di «un ulteriore taglio di 2 milioni di euro» ed è stato pure annunciato che «lo Stato non pagherà la tournée del Maggio in Giappone per i 150 anni dellUnità dItalia», come invece era stato promesso. «A Firenze è nata lopera», dice ancora, «e si taglia dove non ci sono grandi industrie come a Torino e Milano. Noi abbiamo Gucci e Ferragamo». Nella sua replica Bondi smentisce Mehta su tutta la linea. «Non sa di cosa sta parlando», gli ribatte il ministro. «In questi anni il ministero è stato particolarmente vicino al Maggio Musicale Fiorentino e a tutte le altre fondazioni liriche in difficoltà, come egli stesso può personalmente ricordare. La situazione del Carlo Felice di Genova, così come quelle di altre realtà della lirica italiana, non può essere imputata a questo governo, che anzi si è adoperato per varare una riforma, ampiamente condivisa in Parlamento, capace di risanare e rilanciare i teatri dopera nazionali, ma è dovuta a un quindicennio di dissesti e malagestione. La trasferta del Maggio in Giappone, poi, riguarda il 2011, anno per il quale non è ancora stato definito il riparto del Fondo unico per lo spettacolo né tantomeno preso in considerazione alcun progetto. Conto sul fatto che il maestro Metha riveda i suoi frettolosi e infondati giudizi offensivi che non merito in nessun modo». A difendere la posizione di Bondi accorre il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro che dichiara «inaccettabili le dichiarazione di Mehta» per cui, aggiunge, «abbiamo sempre avuto grande ammirazione e rispetto». Bondi, spiega Giro, «è impegnato da mesi in una estenuante e talvolta frustrante trattativa con i sindacati delle fondazioni lirico e sinfoniche. Ed ha avuto il coraggio, una volta per tutte, di porre fine alla scandalosa gestione dei finanziamenti destinati alla lirica, pari alla metà dellintero Fus. Mehta sa bene come noi che le fondazioni lirico e sinfoniche sono attualmente oppresse da un debito complessivo che supera i 200 milioni di euro. Ci auguriamo che le sue parole siano frutto di un disagio personale per la difficile situazione in cui versa lattività di alcuni teatri lirici italiani. Questa sì davvero vergognosa».
Mehta: "Bondi è senza vergogna". Il maestro attacca: tagliata anche Tokyo. Il ministro: non sa di cosa parla
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha attaccato il direttore del Maggio Musicale Fiorentino Zubin Mehta, accusandolo di essere senza vergogna e di non avere il coraggio di venire a discutere con lui. Mehta ha risposto con dichiarazioni fuori misura, affermando che il governo taglia fondi a tutti i teatri e che il Maggio fiorentino è stato colpito da un taglio di 2 milioni di euro. Il ministro ha smentito Mehta, affermando che il governo non ha tagliato fondi al Maggio e che la trasferta in Giappone è stata programmata prima del 2011.
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