Libero Grande fu uno dei protagonisti d'una stagione del collezionismo italiano: a Napoli negli Anni 60 e 70, la sua passione per l'arte contemporanea lo portò, spesso su suggerimento del gallerista Lucio Amelio ad acquistare opere di Beuys, Manzoni, Fontana, Cy Towmbly, Kounellis e dei big dell'arte povera torinese come Pistoletto, Paolini e Merz. Alcune di queste opere andranno il 19 ottobre all'asta di Sotheby's a Londra. Solo per oggi saranno visibili nel palazzo Ersel di piazza Solferino a Torino e da giovedì a sabato a Palazzo Broggi di Milano. «Abbiamo voluto - spiega Claudia Dwek, che ha curato per la sede milanese di Sotheby's la selezione delle opere - rendere omaggio alla figura di Libero Grande: le opere della sua collezione permettono un viaggio molto interessante nell'arte italiana di quegli anni. Napoli nel campo delle gallerie e del collezionismo fu in quel periodo uno dei centri più importanti in Italia, così come Torino lo era, con l'Arte Povera, nel campo della produzione artistica». Di qui la decisione della casa d'asta di far partire proprio da Torino il «tour» dei lavori che saranno battuti a Londra. Accanto alle opere provenienti dalla collezione Grande, l'asta proporrà altri lavori di artisti italiani del Novecento, da piccole e grandi raccolte anche straniere. E la mostra diventa una sorta di carrellata fra i big del secolo appena concluso. Si parte da uno splendido "Motociclista", dipinto da Sironi, nel 1924, oggi di proprietà di un collezionista svizzero (la quotazione oscilla tra i 298 mila e il 450 mila euro). Quattro le tele di Campigli, da una "Com-posizione" del '30 a "Tre donne", del '38 provenienti dalla collezione di Sylvia e Joseph Slifka, uno dei più importanti appassionati americani di arte italiana, scomparso nel 1992, che fu anche mecenate e che ha donato al Moma e a vari musei europei il resto della sua raccolta. Di Giorgio Morandi andrà all'asta una "Natura morta" del '55, di De Chirico, una "Piazza d'Italia" del '55, di Burri un collage "Senza titolo" del '57. Presente anche la scultura: di Marino Marini va all'incanto "Piccolo cavaliere", una statuetta in bronzo (tra 745 e 895 mila euro la quotazione), Manzù è l'autore d'un "Cardinale" in bronzo del 1968, Melotti firma un esile "Senza Titolo" del 1965. Due le star degli Almi 50 e 60: Lucio Fontana e Piero Manzoni. Di Fontana c'è in vendita una "Fine di Dio" bianca che è una sorta di grande uovo bucherellato, già esposto al Guggenheim nel 1977 (è valutata tra 745 mila e un milione 50 mila euro), un classico «taglio» "Concetto spaziale-Attesa", eseguito nel 1966 è valutato tra 372 mila e i 446 mila euro. Di Manzoni, famoso per le sue provocazioni, come la celeberrima "Merda d'artista", sarà possibile acquistare due "Achrome" di fine Anni 50. Gli appassionati di Arte Povera, possono scegliere tra un Pistoletto "Il metro e il cubo", e i vari pezzi della collezione Grande, da un "Senza titolo" di Mario Merz a un "Chimera III" di Giulio Paolini, a un "Bar" di Kounellis a un "Insicuro noncuranti", di Boetti. Si chiude con Maurizio Cattelan, per le sue geniali provocazioni uno dei più accreditati «nipotini» di Manzoni. C'è un "Senza Titolo (dopo Beuys)", del 2000 che è un abito di feltro (uno dei materiali feticcio di Beuys) com-pleto di appendiabito: costa «solo» 95 mila euro.