In città non si muove più un mattone nel 2009 costruzioni al minimo storico Capuzzimati: "Tanti non ritirano i permessi in Comune, non potendo partire" Al duro momento generale si somma la precarietà della amministrazione locale La crisi del mattone morde ancora e la ripresa non si affaccia allorizzonte. Nel 2009 a Bologna si è raggiunto il record negativo di nuove costruzioni e di ristrutturazioni private, con cifre ancor più basse rispetto al 2008, considerato lannus horribilis delledilizia. Un indicatore preciso è quello degli oneri di urbanizzazione secondaria incassati dal Comune: nel 2009 furono poco più di 4,9 milioni di euro, unulteriore flessione rispetto al 2008 che aveva visto entrare nelle casse di Palazzo dAccursio poco più di 5,2 milioni. Una piccola cartina di tornasole (cui poi nel bilancio si aggiungono gli oneri di urbanizzazione primaria) che si può calcolare a partire da quanto viene destinato agli enti religiosi, che hanno a disposizione il 7 del totale: questanno, 344.154 euro. E il punto più basso degli ultimi anni, ma per rendersi conto della difficile congiuntura bisogna pensare che in cinque anni questa cifra si è più che dimezzata, calando quasi del 66. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono un indicatore affidabile, perché si tratta dei soldi che chiunque costruisca o ristrutturi un immobile in città deve versare per "risarcire" la comunità, che poi deve provvedere ai servizi, al verde pubblico e alle infrastrutture. Nel 2004 questa cifra (sempre calcolata a partire dai fondi destinati alle confessioni religiose) arrivava a 11,4 milioni di euro, nel 2005 si superava quota 11 milioni, mentre nel 2006 e nel 2007 già si avvertiva una forte contrazione del mercato con 8,1 e 7,7 milioni. Questanno si è scesi sotto quota 5 milioni, e gli operatori faticano a vedere luscita dal tunnel. «Sui grandi interventi edilizi ha pesato la crisi del mercato finanziario. Noi oggi ci troviamo nella situazione in cui rilasciamo dei permessi di costruire che rimangono in Comune e "scadono" senza essere ritirati - dice Giacomo Capuzzimati, direttore del dipartimento Qualità della città del Comune -. Oppure passano i 12 mesi fissati per linizio dei lavori senza che questi inizino effettivamente». «Il mercato non è brillante, le nuove iniziative stentano a partire e in più a Bologna cè anche la crisi dellamministrazione - conferma Carmine Preziosi, direttore del Collegio costruttori -. Molti strumenti urbanistici ci saranno solo nel 2011, con la nuova giunta. Questo spiega una situazione di sostanziale stabilità rispetto al 2008, che comunque ci allontana dalla ripresa». Per ripartire si guarda ai comparti di Navile e Lazzaretto. Nel primo dei due casi, un primo lotto affidato dallimpresa Valdadige allarchitetto Cino Zucchi ha ottenuto il permesso di costruire, e si sta preparando il cantiere che darà alla luce case per il libero mercato e palazzi di edilizia residenziale pubblica. Gli altri tre comparti di cui si sta occupando larchitetto milanese sono in fase di progettazione. «È un momento in cui tutti guardano il concorrente e chiedono: a te come va? Cè grande prudenza - spiega Zucchi -, ma bisogna provare a rispondere con unarchitettura di qualità». Al Lazzaretto, invece, limpresa Frascari costruzioni ha ottenuto il via libera per dare inizio alla trasformazione della grande area che aspetta larrivo del People mover.