Lo sconforto dello studio Isozaki vincitore dellappalto Nomisma si occuperà delle aree ferroviarie, unoperazione da 360 milioni Tamburini: si tratta di un comparto vitale per lo sviluppo della nostra città «i PROVERBIALI 15 minuti di ritardo delle ferrovie rischiano di diventare, per la nuova stazione di Bologna, 15 anni». Tradisce lo sconforto lamara ironia dellarchitetto Andrea Maffei, che rappresenta in Italia lo studio del giapponese Arata Isozaki. Perché ad allontanarsi sempre di più, fino a sfumare quasi in un miraggio, è la realizzazione della grande opera, presentata in pompa magna nel luglio 2008, che avrebbe dovuto essere pronta «nel 2014 o nel 2015», secondo le previsioni dellAd di Fs Mauro Moretti: la nuova stazione che collegherà il centro con la Bolognina. «Ad oggi non cè ancora stata affidata la progettazione esecutiva - dice Maffei -: di fatto siamo allo stesso identico punto di due anni fa, cioè abbiamo vinto il concorso e questo stabilisce che dobbiamo essere noi a realizzarla. Per tutto il resto si aspetta la valorizzazione delle aree ferroviarie, che devono portare i 340 milioni di euro necessari». Se le previsioni fatte al momento del brindisi con Arata Isozaki si sono rivelate quindi decisamente ottimistiche, in questi giorni è stato comunque fatto un piccolo passo avanti in questa direzione. Nomisma, a capo di unassociazione temporanea di imprese, si è aggiudicata il bando delle ferrovie per uno studio sulla valorizzazione delle aree che devono portare i soldi necessari alla realizzazione del comparto. Insieme a Nomisma, che si occuperà degli aspetti socio-economici e delle analisi di mercato, ci sono anche lo studio di architetti Performa AU, gli avvocati di Nctm per la fattibilità giuridico-amministrativa, Ugf Merchant del gruppo Unipol per la fattibilità finanziaria. «Si tratta di un comparto vitale per lo sviluppo della città - dice Gualtiero Tamburini, responsabile tecnico-scientifico del progetto -, perché ora va analizzata la fattibilità economica della nuova stazione, basandosi su aree fino qui di scarso valore che invece saranno il perno dello sviluppo di Bologna, anche dal punto di vista della viabilità e della logistica». Una vera e propria «città nella città», da mettere a reddito per poter realizzare la grande opera di Isozaki. Si va dallarea del Ravone a quella delle Cave di Reno, passando per Prati di Caprara, Bovi Campeggi, via Matteotti e via Muggia, per unestensione che va dai 200 ai 250 mila metri quadri. Se Tamburini assicura che «gli strumenti urbanistici per procedere in questo senso ci sono già», larchitetto Nicola Marzot dello studio Performa AU si augura che il commissariamento del Comune non blocchi queste operazioni cruciali. «Bisogna intervenire direttamente sul progetto della nuova stazione - dice Marzot -, che così comè non può essere inserito nel Poc. Ci sono modifiche da fare in base a tutto quel che succede attorno: dal People mover alla metro-tramvia, la stazione è il capolinea di tutto e quindi deve tener conto di tutto. Non si può rimandare tutto di un anno e mezzo, sarebbe letale per la ripresa economica della città». Unimpresa talmente grande, complessa, articolata e collegata con tutto il resto delle infrastrutture che sembra impossibile prevedere quando la grande "nuvola" di Isozaki vedrà la luce. Al netto di cambi di amministrazione e frenate varie. Leffetto-domino dei ritardi in questo caso è micidiale. Prima bisogna aspettare che sia pronta la stazione sotterranea, dove arriveranno i treni ad alta velocità, in ritardo di sei mesi, ora prevista alla fine del 2012. Poi bisognerà capire dove arriveranno metrò e People mover, perché la nuova stazione deve essere il nodo di tutte le infrastrutture. Poi bisognerà vedere il nuovo progetto di restyling (che sembra, almeno quello, in dirittura darrivo). Infine, bisognerà progettare le costruzioni sulle ex aree ferroviarie, realizzarle e infine venderle. Ma tenendo conto dellindicazione dei costruttori, che chiedono di non «mandare in tilt» il mercato mettendo tutte le aree o le costruzioni in vendita nello stesso momento. Insomma, la strada per la nuova stazione è sempre più in salita, in un momento di crisi economica e amministrativa della città. Le ferrovie del resto non avevano indicato nel bando di concorso una "data di scadenza" per la realizzazione e si erano limitati a preventivare 6 anni di lavori, ma dalla posa della prima pietra. (e. c.)
BOLOGNA - E la Grande stazione resta al palo "Ormai fermi da ventiquattro mesi"
Riassunto in 200 parole:
Lo studio Isozaki, vincitore dellappalto Nomisma, si occuperà delle aree ferroviarie per la nuova stazione di Bologna. Il comparto è vitale per lo sviluppo della città e la valorizzazione delle aree ferroviarie è prevista per 340 milioni di euro. Nomisma si è aggiudicata il bando delle ferrovie per uno studio sulla valorizzazione delle aree. Lo studio sarà condotto in collaborazione con Performa AU, Nctm, Ugf Merchant e altri. La nuova stazione deve essere il nodo di tutte le infrastrutture, comprese la metrò e il People mover. La realizzazione della stazione è prevista per la fine del 2012, ma i ritardi sono previsti.
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