"Troppi 4 milioni di visitatori lanno, affreschi a rischio" Sottaccusa polvere e fiato. Lappello del direttore e i consigli dei restauratori ROMA - La Cappella Sistina non respira più. Il fiato e la polvere portati dai 4 milioni di visitatori che ogni anno restano a bocca aperta davanti ai capolavori di Michelangelo e dei suoi predecessori Botticelli, Pinturicchio, Signorelli, stanno mettendo a rischio gli affreschi. Sulla parete con il Giudizio Universale e sui cicli quattrocenteschi al suo fianco, sulle lunette michelangiolesche, ma meno sulla volta eseguita dal genio tra 1508 e 1512, si è depositato uno strato di polvere che si è formato per la presenza umana eccessiva. E dellinadeguato numero di spolverature. Lallarme viene lanciato dal direttore dei Vaticani, Antonio Paolucci, paradossalmente proprio nel giorno in cui lUfficio eventi dei Musei annuncia la ripresa delle aperture serali: ogni venerdì di settembre e ottobre le collezioni saranno aperte fino alle 23. Altra gente nelle sale, quindi, dalle 19, solo unora dopo che è sciamata via la folla del turno diurno. Lex ministro dei Beni culturali ieri sullOsservatore romano è stato esplicito sulla Sistina: «Il problema di questo luogo mitico visitato ogni giorno da parecchie migliaia di persone - scrive Paolucci - è rappresentato dalla pressione antropica eccessiva (e quindi bisognosa di rettifiche e di compensazioni ambientali di proporzionata efficacia), dal non più adeguato controllo climatico, dallinsufficiente abbattimento degli inquinanti». Troppa gente e impianti di climatizzazione inadeguati. Laumento dei visitatori da 3 a 4 quattro milioni di persone lanno si deve soprattutto allorario più lungo (prima i portoni chiudevano alle 14 o alle 16; ora sempre alle 18) e alle aperture straordinarie. Durante i mesi estivi e le festività come Pasqua, si tocca il record di 25mila persone al giorno. Che passano veloci nei 7 chilometri di gallerie per lasciare gli occhi (ma anche fili di lana, fibre sintetiche, capelli, frammenti di pelle) soltanto nei 10mila metri cubi voluti da papa Sisto IV nel 1475. «Io credo che le aperture straordinarie come quelle di stasera - spiega Maurizio De Luca, capo restauratore dei Vaticani - abbiano invece leffetto benefico di scaglionare le persone allentando la pressione sulla Sistina che è il terminale privilegiato (spesso purtroppo unico) dei visitatori». Il protocollo prevede che ogni anno le superfici dipinte vengano spolverate con pennellesse di pelo capretto. «Sì, interveniamo ogni uno-due anni. Ora però laumento esponenziale di visitatori ci obbliga a rivedere i tempi ma anche gli impianti di depurazione dellaria» aggiunge De Luca. La macchina "filtra polvere" nel 1993 mise la Sistina "sotto vuoto". Ora laumento di fan di Michelangelo ha intasato le griglie: e le polveri in eccesso volano dove vogliono. «Per conservare la Sistina in condizioni accettabili - sostiene Paolucci - per le prossime generazioni dobbiamo vincere una sfida persino più ardua di quella che Gianluigi Colalucci seppe vittoriosamente affrontare alla fine del secolo scorso». Protagonista del restauro del secolo, Colalucci ritiene che «lallarme sia giustificato. Certo - aggiunge - noi abbiamo dovuto combattere con il fumo delle candele ma anche le polveri sono difficili da tenere alla larga. E la spolveratura non è indolore: per me mai più di una volta lanno».
Musei vaticani, allarme di Paolucci "La Cappella Sistina non respira più"
Il direttore dei Vaticani, Antonio Paolucci, ha lanciato un allarme sulla Cappella Sistina a causa della pressione antropica eccessiva dei 4 milioni di visitatori ogni anno. La polvere e il fiato dei visitatori stanno mettendo a rischio gli affreschi di Michelangelo e dei suoi predecessori. La situazione è aggravata dalle aperture straordinarie, che hanno portato a un aumento esponenziale di visitatori. Il capo restauratore dei Vaticani, Maurizio De Luca, sostiene che le aperture straordinarie abbiano un effetto benefico di scaglionare le persone, ma che la macchina "filtra polvere" non sia più in grado di tenere la polveri in eccesso alla larga.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo