DOPO Isozaki anche Foster? Che il ministro ai beni culturali, Giuliano Urbani, non abbia in simpatia l'architettura contemporanea, nipponica o britannica che sia? O che nutra scarsa propensione per i progetti made in Toscana? Chissà. Il fatto è che dopo che il ministro ha detto al sindaco Domenici che non si fa più la loggia di Isozaki agli Uffizi, ora Scandicci si preoccupa perché lo stesso ministro non ha ancora dato il via ai lavori per installare sulle colline che guardano Firenze i rivoluzionari piloni che Norman Foster ha disegnato per il maxi elettrodotto «sciupacolline» nei campi di Giogoli e Colleramole. Perché partano i lavori manca solo la sua firma che non arriva, nonostante il progetto sia già sul suo tavolo da tempo. «Niente scherzi - avverte il sindaco Simone Gheri - Quest'opera si fa. Si smantellano gli attuali brutti e grandi piloni, si sposta a valle l'intero tracciato dell'elettrodotto, si piantano i nuovi piloni di Foster. Troppo se ne è discusso. Gli accordi sono stati fatti, il progetto c'è. Non sono consentiti ripensamenti di nessun genere, non c'è niente da discutere. Enel e governo hanno preso l'impegno. Questi ritardi cominciano a insospettire ed a preoccupare. Siamo stanchi di attendere». Nessuno per ora da Roma ha detto no. Ma dopo la vicenda Isozaki, Scandicci si è insospettita. Tanto più che i lavori avrebbero dovuto essere già cominciati: per modificare un impianto super vistoso che, dopo una battaglia nazionale e internazionale, l'Enel ha deciso di abbattere e ricostruire più a valle, diminuendone l'impatto paesaggistico con piloni più bassi e, per la prima volta nella storia dell'elettricità, d'artista. Tutto a posto, tutto fatto, si è mobilitata la comunità locale, il mondo dell'arte e della cultura internazionale, le trattative tra Enel, Regione, Comuni e governo sono durate anni, ma poi l'accordo è stato concluso, il progetto è pronto. Avrebbe già dovuto prendere il via e invece non parte. E non parte perché il ministro non firma. Magari è un semplice ritardo non voluto. Eppure il Comune di Scandicci è allarmato perché, si spiega, il progetto giace da due mesi e passa sul tavolo del ministro Urbani e non si capisce quali intoppi lo tengano fermo. La cosa sembra agli abitanti delle colline e al sindaco Gheri tanto più urgente in quanto in ballo non sono solo i tralicci d'artista ma anche la salute. Il nuovo progetto tiene più conto del paesaggio, ma riduce anche il possibile pericolo di campi magnetici perché prevede di trasformare l'elettrodotto da due terne (che significa dire due linee di corrente a 380 kv in andata e in ritorno) in un percorso a una sola terna. «Terna», la società che si occupa delle stazioni e delle linee Enel, non vuole neanche mettere in dubbio che l'impresa sia in dirittura di arrivo. Si mostra assolutamente fiduciosa, ricorda di avere già in tasca due pareri che, pur con le dovute prescrizioni, sono assolutamente favorevoli, a giugno quello della soprintendenza fiorentina, a luglio quello del direttore generale del ministero per i beni culturali. Ma Scandicci non si tranquillizza: pur smentendo qualsiasi preoccupazione, nel raccontare i fatti che motivano la sua sicurezza la società conferma suo malgrado le preoccupazioni che circolano in Comune. Sono le date a far pensare il sindaco Gheri. A giugno, la soprintendenza fiorentina da, pur con varie prescrizioni, il suo benestare. A luglio, rivela Terna, anche il direttore generale del ministero ai beni culturali fa la stessa cosa. Si sa che l'altro ministro che dove firmare un progetto che ha implicazioni paesaggistiche come ambientali, il ministro all'ambiente Matteoli, ha già provveduto. Il progetto è urgente, si trascina da tempo, risponde addirittura a un accordo Regione-Enel (firmato dagli allora presidenti Chiti e Testa) del lontano 28 febbraio 2000, siamo nel 2004 e Scandicci non sa capacitarsi che resti ancora fermo. Tanto più che per ora non restano bloccati solo i piloni di Foster ma l'intero nuovo elettrodotto da Casellina alla centrale di Santa Barbara dove stanno iniziando i lavori per la riconversione: ben 45 chilometri di linee elettriche da 380 kv a una terna da farsi al posto dei vecchi 108 chilometri di linee da 220 kv o da 380 a due terne.
"Congelati" i tralicci di Foster. Urbani non firma, il nuovo elettrodotto a Giogoli non parte
Il Comune di Scandicci si preoccupa per il ritardo dei lavori per l'installazione di piloni di Norman Foster per il maxi elettrodotto sciupacolline nei campi di Giogoli e Colleramole. Il progetto è già stato approvato e gli accordi sono stati fatti, ma il ministro Urbani non ha ancora firmato la documentazione. Il sindaco Gheri avverte che non ci sono ripensamenti consentiti e che la comunità locale è stancha di attendere. Il progetto ha implicazioni paesaggistiche e ambientali, e la comunità locale si è mobilitata per la sua realizzazione. Tuttavia, il progetto è stato bloccato per due mesi e passa sul tavolo del ministro Urbani.
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