Avesse mai immaginato il baillamme che ne sarebbe nato cinque secoli dopo, chissà come il grande Giorgio Vasari, biografo principe degli artisti del Rinascimento, avrebbe vergato il suo testamento. Fatto sta che siamo alla vigilia del centenario della nascita, che ricorre nel 2011, e ancora nessuno riesce a immaginare se finalmente saranno esposte al pubblico le pregiatissime carte contenute nell'Archivio di Casa Vasari, come pure era stato promesso. Per ora è tutto sotto sequestro giudiziario e per vedere anche un singolo documento bisogna ottenere l'autorizzazione del Gip di Roma che ha firmato il provvedimento. Difficile capire se in queste condizioni si possa organizzare una mostra di carte che pure sono degli autentici bijoux per gli appassionati: un sonetto autografo di Michelangelo, le lettere fra lui e il Vasari, la corrispondenza fra Giorgio, i papi e i granduchi dell'epoca, un autoritratto, persino la corrispondenza con Annibal Caro, primo traduttore in italiano dell'Eneide e tormento per generazioni di liceali costretti a studiare la sua versione arcaica. Conviene ricapitolare. Esattamente un anno fa, in settembre, il conte Giovanni Festari, proprietario dell'archivio, vende tutto ai russi di «Ross Engineering» per l'astronomica somma di 150 milioni di euro. Firma per lui a Mosca il procuratore Enrico De Martino. Ci sarebbe, è vero, il diritto di prelazione che lo stato sembra poco disposto ad esercitare, ma in aprile, dopo una serie di disavventure degne di un romanzo di appendice, entra in campo, su sollecitazione del ministero dei beni culturali, la procura di Roma, che ipotizza la truffa aggravata ai danni dello stato, chiedendo e ottenendo dal Gip il sequestro delle carte, chiuse dentro un armadio metallico a Casa Vasari, nel centro storico di Arezzo. Secondo i periti calligrafici, la firma sulla procura che il conte Festari ha rilasciato a De Martino (indagato) sarebbe falsa. In sostanza, tutto l'affaire sarebbe servito a costringere lo stato a sborsare una cifra mai vista o subire la perdita di un capitale culturale di straordinario valore. Gli eredi Festari (il conte è morto nel frattempo) e i loro legali negano tutto. La battaglia legale si annuncia lunga e complessa. Difficile pensare che la procura capitolina chiuda tutto e liberi l'archivio in pochi mesi. Per la mostra insomma ci vorrà l'autorizzazione del magistrato: è possibile o le carte resteranno nell'armadio come sempre?
Arezzo. Alla vigilia del centenario Vasari resta sequestrato
Il centenario della nascita di Giorgio Vasari è in corso e le sue carte, incluse una sonetto autografo di Michelangelo, sono state sequestrate dall'archivio di Casa Vasari. Le carte sono state vendute ai russi di Ross Engineering per 150 milioni di euro, ma la procura di Roma ha ipotizzato la truffa aggravata ai danni dello stato e ha ottenuto il sequestro delle carte. I periti calligrafici hanno rilevato che la firma sulla procura che il conte Festari ha rilasciato è falsa. La battaglia legale si annuncia lunga e complessa, e la mostra delle carte potrebbe non essere possibile senza l'autorizzazione del magistrato. L'archivio rimane chiuso e le carte sono ancora sotto sequestro.
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