FAREBBE pagare l' ingresso ai musei solo ai turisti, e non ai bolognesi e agli studenti. Davanti alla progressiva riduzione dei fondi suggerisce «uno sforzo d' immaginazione sulla progettazione». Sono i temi che Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente del Mambo e imprenditore, affronterà domani alla Festa dell' Unità per gli stati generali della cultura. Presidente Sassoli, il dibattito farà i conti coi tagli e le proposte del commissario Cancellieri, come reintrodurre il biglietto nei musei. Lei cosa ne pensa? «Sono d' accordo con il commissario, ma farei un distinguo. L' 80 dei visitatori del Mambo e del Morandi viene da fuori città, il resto sono bolognesi. I turisti si aspettano di pagare, anzi lo chiedono, altrimenti il valore del museo è sminuito. I cittadini, invece, lo pagano già, perché quel museo è sostenuto con soldi pubblici, quindi i loro. Un esempio. Il Morandi riceve 36mila visitatori l' anno, di cui 6mila bolognesi. Se agli altri facessimo pagare 5 euro, si ricaverebbero 150mila euro, più di quan:La nostra Mission: Progettiamo risorse per lo sviluppo eco nomico delle imprese, attra verso l' apprendimento emozio nale, potenziamo i talenti delle persone, promuoviamo la cultura del benessere come strumento di crescita to ci costa il museo. Un bell' introito». L' ex assessore Ronchi ha proposto un biglietto anche per il cinema in piazza. «Per la prima volta non sono d' accordo con lui. Il cinema in piazza ha una valenza sociale; è uno dei pochi momenti in cui la città si trova unita attorno a un evento che la qualifica. È un rito identitario e collettivo che non metterei a pagamento». E mettere a reddito contenitori come Sala Borsa? «Al Mambo lo facciamo già, affittando gli spazi non espositivi. Senza introiti come il canone del bookshop o del ristorante faremmo fatica a svolgere la nostra attività». Crede in un azionariato popolare per la cultura? «Esiste già: noi abbiamo gli amici del Mambo che versano 20 euro l' anno. Tutto serve. Queste iniziative sono più forti quando forte è il progetto culturaIl Commissario Annamaria Cancellieri e Lorenzo Sassoli de Bianchi le che si rivolge alla città. Se lo fa la Cineteca, vendendo le spillette, ha senso, perché la Cineteca ha un progetto ben riconoscibile dal pubblico». Non è solo una questione di soldi, ma anche di idee. «Vistii tempi, vanno ottimizzate le risorse dando priorità ai settori in cui la città è più forte. Ma credo anche che, se si è capaci di progetti forti, più facilmente s' attirano finanziamenti».