ROMA Le procedure saranno pure semplificate, ma per ora sulla carta. E un conto è scriverlo, un altro tradurlo in pratica. Passaggio che preoccupa assai i soprintendenti, chiamati dal 10 settembre prossimo almeno nelle regioni a statuto ordinario a dare seguito all'autorizzazione paesaggistica in versione snella, prevista per una lista di 39 interventi di lieve entità. Secondo i soprintendenti, il rischio è che si finisca per allentare i controlli. Non usa giri di parole Giuseppe Zampino, a capo della soprintendenza di Salerno e Avellino, finora una delle più severe d'Italia, con una richiesta bocciata ogni tre. «Le istruttorie afferma saranno meno oculate. Faremo di tutto per organizzarci, ma non sarà facile. Anche la qualità dei progetti rischia di peggiorare. Senza dimenticare che un intervento, per quanto lieve, in zone di pregio come la costiera amalfitana, può sempre rappresentare un bubbone sul paesaggio circostante». Il problema sono i tempi ristretti imposti dalle nuove regole (contenute nel Dpr 1392010) e la carenza di personale. «Diminuiscono i tempi, aumentano le difficoltà», sintetizza Alberto Artioli, soprintendente responsabile di Milano e di altre otto province lombarde. «Vista la carenza strutturale di organico e gli attuali carichi di lavoro, sarà difficile rispettare i 25 giorni che l'autorizzazione semplificata ci impone». Non va poi sottovalutato come sottolinea Gabriele Tola, alla guida delle soprintendenze di Cagliari, Oristano, Sassari e Nuoro che i piccoli interventi «non sempre hanno un impatto poco significativo». E per quanto le regioni a statuto speciale debbano prima "recepire" le nuove regole, per cui per il momento tutto continuerà come prima, non c'è da stare allegri. Il problema è solo rimandato. «I tecnici aggiunge Tola sono già in affanno e il dimezzamento dei tempi finirà per tradursi in una diminuzione dei controlli sugli interventi minori. E rischia di farne le spese il paesaggio». La manovra di semplificazione non è, però, finita con il Dpr 139. Sul tavolo del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, c'è infatti una bozza di articolato che prevede ulteriori interventi di snellimento delle procedure per l'autorizzazione paesaggistica, dove potrebbe trovare posto anche un allentamento del vincolo sulle sanatorie, che ora il codice dei beni culturali e del paesaggio esclude in modo categorico. L'ipotesi è di ammetterle per gli interventi minori. L'articolato è stato messo a punto dalla commissione che ha approntato la semplificazione pronta a partire, commissione formata da tecnici del ministero, dell'Anci, delle regioni e da esponenti del mondo accademico. Una volta che Bondi avrà espresso le proprie valutazioni, si dovrà decidere quale treno prendere. Nel senso che trattandosi di modifiche al codice, le novità dovranno avere veste di legge e per far presto si potrebbe inserirle in qualche riforma già all'esame del Parlamento. Si pensa al collegato alla Finanziaria 2010 sulla semplificazione, già approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato. C'è, però, da verificare la posizione delle regioni, che hanno chiesto una pausa di riflessione, indotta dal fatto che dopo le elezioni di primavera a sedere al tavolo della commissione non è più la Calabria, ma il Piemonte. Le novità - Doppio binario L'autorizzazione paesaggistica semplificata scatterà il 10 settembre nelle regioni a statuto ordinario, mentre quelle "speciali" hanno sei mesi per "recepirla" con propri provvedimenti Gli interventi lievi Sono una quarantina e sono indicati in un allegato al Dpr 139 I tempi L'autorizzazione paesaggistica va rilasciata entro 60 giorni, 25 dei quali spettano alla soprintendenza per esprimere la propria valutazione Il provvedimento Sul Sole 24 Ore di sabato il focus sulle novità introdotte dal Dpr 1392010, che agevola l'esame delle domande di autorizzazione paesaggistica. La corsia rapida prevista dal decreto, che entrerà in vigore il 10 settembre, riguarda i piccoli lavori: dalle antenne paraboliche ai pannelli solari alle tettoie o ai porticati