«Dopo l'incendio della Fenice, l'esperienza ci ha insegnato che ogni ipotesi è possibile», dice Carlo Mastelloni, procuratore reggente di Venezia. Aggiunge «Nel caso del rogo di domenica sera che ha attacco la parte alta del Seminano patriarcale, in fase di restauro, non vi sono elementi concreti che possano far pensare al dolo» Le indagini sono all'inizio, ma in Laguna il clima si è rasserenato. Il sospetto di una mano criminale che possa aver appiccato il fuoco si allontana. Ufficiosamente, sta prendendo corpo la pista del surriscaldamento delle guaine, attorno a cui gli operai avrebbero lavorato. Quando, non è chiaro. Approfondimenti e verifiche verranno compiuti da un Collegio di periti. Un altro elemento di soddisfazione, sottolineato dal sindaco Giorgio Orsoni, riguarda l'intervento esemplare dei vigili del fuoco che ha permesso di contenere i danni in un area ad alta densità monumentale e artistica la basilica della Salute, l'edificio del Seminario che incorpora la sagrestia della stessa chiesa. E, muro a muro, Punta della Dogana, il museo di Francois Pinault. Il procuratore Mastelloni racconta che, ieri mattina, durante il sopralluogo, ha visto travature bruciate, segni di devastazione nei pressi del tetto, dove si è sviluppato il rogo «Ma, oggettivamente, il danno piu grave tocca i dipinti del Tiziano spiega. Non a causa del fuoco ma dell'acqua usata in abbondanza per domare le fiamme Inevitabile, del resto. Vicino alla tela più colpita delle 3 appese al soffitto, ho evidenziato un foro, forse praticato, ad uso del cantiere Da lì, l'acqua e piovuta copiosamente. Gli altri dipinti hanno subito danni minori» «Davide che uccide Golia», opera tizianesca della prima metà del Cinquecento, con le altre tele del trittico («Il sacrificio di Abramo», «Caino e Abele») e «uno dei più importanti capolavori dell'artista veneto», chiosa Vittorio Sgarbi, neo sovrintendente. Ora ci si concentra sul complesso procedimento di rimozione della tela e quindi sul nuovo restauro L'acqua dolce della rete anti-incendio di Venezia ha scolorito ma non corroso.
VENEZIA - Pellicola protettiva per rimuovere il Tiziano danneggiato
Il procuratore di Venezia, Carlo Mastelloni, ha espresso la sua opinione sull'incendio della Fenice, affermando che ogni ipotesi è possibile. Ha anche affermato che non ci sono elementi concreti che possano far pensare al dolo. Le indagini sono in corso, ma il clima in Laguna si è rasserenato e si allontana il sospetto di una mano criminale. Mastelloni ha anche menzionato la pista del surriscaldamento delle guaine, che potrebbe aver causato il fuoco. Il sindaco Giorgio Orsoni ha elogiato l'intervento dei vigili del fuoco, che ha permesso di contenere i danni in un'area ad alta densità monumentale e artistica.
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