SPERLONGA Accanto ai resti delle mura romane, nei pressi della Grotta di Tiberio, decine di ombrelloni sistemati a occupare un suolo che occupato non può essere per legge. Le bellezze storicoarcheologiche e naturali del monumento vengono danneggiate ogni giorno dall'incuria dei turisti. Gruppi di persone bivaccano con cibo e bevande, lasciando cartacce e rifiuti ovunque, sostano con tende e pescano indisturbati sia di giorno che di notte con canne e fucili subacquei, incuranti dei divieti. Un cartello grande e ben visibile a tutti è stato sistemato all'inizio del monumento naturale ma viene ignorato. Dice chiaramente che in quel posto non si può sostare, non si può pescare, non si possono ancorare imbarcazioni. Ma che fine hanno fatto i Guardia Parco? Perché l'Ente Parco regionale Riviera D'Ulisse, di cui il Comune di Sperlonga fa parte, non si occupa di far rispettare la legge e, soprattutto, di proteggere il monumento? Già il mese scorso, stanco di tanti solleciti e reclami, il sindaco (da poco nominato presidente dell'Ente Parco) aveva inviato una denuncia alla Procura della Repubblica, al presidente della Provincia, Armando Cusani, al Governatore del Lazio, Renata Polverini, e allo stesso direttore dell'Ente, Beniamino Gallinaro, per far presente la situazione e mettere in evidenza, come lui stesso dichiara, le «innumerevoli inefficienze e omissioni relative alla gestione dell'area». «Purtroppo nessun passo avanti è stato fatto fino ad ora e nel giro di un mese la situazione si è aggravata moltissimo - afferma l'assessore all'ambiente Gerardo De Vito Tutte le speranze sono racchiuse nell'incontro previsto in settimana tra il commissario straordinario dell'Ente Parco regionale Cosimino Mitrano, da poco nominato dalla Polverini, e Rocco Scalingi che parteciperà non in veste di neo presidente dell'Ente, ma in qualità di primo cittadino di Sperlonga. Il monumento naturale è una risorsa di cui tutti devono poter godere e pertanto va controllata e protetta da chi di competenza».