Doveva essere il più grande del mondo, ma il progetto è stato accantonato Castello Eurialo è in un territorio non a caso sottoposto a un vincolo persino per la modifica ... Che fine ha fatto il parco urbano più grande del mondo che doveva sorgere a Siracusa? In attesa che il dibattito su una possibile revisione del Prg approdi in aula nella attesa seduta del Consiglio comunale prevista il 6, mentre il dibattito sull'eccessiva cementificazione del territorio continua a fare discutere, si ritorna a parlare di un grande progetto dell'amministrazione comunale e della soprintendenza, precedente, di certo supporto, alla iscrizione nella prestigiosa World Heritage List. Un parco urbano superbo, per estensione ma anche per importanza, in quanto racchiude al suo interno tutti i «gioielli» architettonici della città: dal parco della Neapolis, al Castello Eurialo, al Ginnasio Romano, alle mura di Gelone (in via Unione Sovietica), tutto il perimetro delle mura dionigiane, e le latomie dei Cappuccini. Un progetto più che ambizioso, di cui si cominciò a discutere nel 2004, ma sin qui mai avviato. Intanto le polemiche, tutto intorno alla zona interessata, vastissima, non accennano a diminuire. «Le previsioni del Prg vanno riviste - afferma il consigliere comunale di Sinistra e Libertà Ettore Di Giovanni - per esempio, a Epipoli, per ripristinare il parco urbano, una struttura per il tempo libero e lo svago e, nel contempo, premessa e "filtro" del parco delle Mura dionigiane. Non si può pensare di scaricare una valanga di cemento salvandosi l'anima con la realizzazione di due coni visivi, in un territorio delicato, cornice essenziale al Castello Eurialo, un territorio che non a caso è sottoposto a un vincolo persino per la modifica delle colture e le cui valenze sono nei motivi che hanno portato ad inserire Siracusa nella lista dell'Unesco. «È proprio questo fatto nuovo che legittima abbondantemente un ripensamento del Consiglio comunale. Vi sono problemi di perequazione - aggiunge il consigliere comunale - dunque si affrontino in modo diverso e compatibile con la unicità delle valenze del'area». Obiettivo comune nel dibattito a difesa del futuro Parco, pur condividendo una prospettiva fondata sul modello turistico, è il parere di Di Giovanni «preservare quell'unicum che è Siracusa e che solo Siracusa può offrire». Il parco urbano più grande del mondo, progetto previsto ma non decollato, sembrerebbe dunque minacciato da troppe brutture e speculazioni edilizie prima ancora che veda la luce. Di Giovanni cita tra l'altro «l'assedio delle palazzine al Castello Eurialo già mortificato dai capannoni delle strutture commerciali nate in territorio di Melilli». «Non è solo un problema di tutela ambientale - conclude - ma di sviluppo economico intelligente». Graziella Ambrogio 31082010
SICILIA - SIRACUSA. L'enigma del parco urbano
Il parco urbano più grande del mondo, previsto per Siracusa, è stato accantonato. Il progetto, che avrebbe racchiuso tutti i gioielli architettonici della città, è stato discusso nel 2004, ma non avviato. Le polemiche sulla zona interessata, vasta e delicata, non diminuiscono. Il consigliere comunale Ettore Di Giovanni sostiene che le previsioni del Prg devono essere riviste per ripristinare il parco urbano e premettere il parco delle Mura dionigiane. Vi sono problemi di perequazione, quindi si devono affrontare in modo diverso e compatibile con l'unicità delle valenze dell'area.
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