A rischio l80 del budget. "Il governo riveda i vincoli" La giunta Moratti dovrebbe difendere di più e meglio la cultura, un settore su cui ha puntato molto poco in questi anni Gli enti locali si faranno sentire. Il ministero escluda dai risparmi le nostre proposte, altrimenti saremo costretti a cancellarle Siamo preoccupati per il testo della manovra Il tetto alle spese non deve riguardare le rassegne ospitate nei musei In un anno solo 800mila euro da spendere Il Pd: "Pericoloso appaltare tutto ai privati" È uno tsunami quello che rischia di abbattersi sulla cultura a Palazzo Marino. Mettendo in pericolo il calendario delle mostre del prossimo anno organizzate dal Comune: da Palazzo Reale al Pac, dal Palazzo della Ragione alla Rotonda della Besana. Perché adesso sono le esposizione le sorvegliate speciali in Comune. Lallarme è contenuto in un articolo della Finanziaria del governo, che impone, tra le tante rinunce, un taglio dell80 per cento non solo alle spese per consulenze, relazioni pubbliche, convegni, pubblicità e rappresentanza, ma anche alle mostre. Una mazzata. Che potrebbe far saltare impegni programmati da tempo, riducendo da oltre 4,2 milioni a poco più di 800mila euro il budget che il Comune potrà investire per le manifestazioni. Sempre che non si trovino gli sponsor che a questo punto, però, dovrebbero finanziare lintero capitolo. In Comune ci sperano ancora. E, dopo aver tentato di cambiare il testo della norma, la battaglia per cercare di salvare le mostre si giocherà sullinterpretazione del governo. È quello che chiede lassessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory: una possibilità di uscita. «Certo, sono preoccupato - dice - ma secondo noi il taglio non dovrebbe riguardare le mostre: non sono eventi spot, ma la prosecuzione delle stesse attività delle istituzioni culturali. Vorrebbe dire mettere in difficoltà i musei che sono anche un patrimonio economico della città». Una preoccupazione condivisa dal presidente lombardo dellAnci, il sindaco leghista di Varese Attilio Fontana: «Spero che ci sia un modo per escludere le mostre: porrò la questione in sede Anci. Se non fosse così vorrebbe dire cancellare le iniziative culturali. È assurdo, poi. Come sindaco devo decidere come spendere i soldi che ho a disposizione». La scure si abbatte sui conti del 2011 e quell80 per cento in meno va calcolato sul budget del 2009: allora, per organizzare 42 mostre, Palazzo Marino ha impegnato poco più di 4 milioni di euro. Solo una parte del valore complessivo - oltre 22 milioni di euro - ma indispensabile per far partire la caccia allo sponsor. «Ma - spiega Roberto Grossi, il presidente nazionale di Federculture, che raccoglie enti locali e aziende culturali - lintervento pubblico serve come volano per attrarre altri finanziamenti: senza quello non sarà possibile realizzare niente». È da Federculture che parte lallarme: «Abbiamo chiesto ai ministeri uninterpretazione che ci sollevi da questa tenaglia - continua Grossi - ma la norma non sembra lasciare scampo. Non solo prevede una drastica riduzione, ma impone agli enti locali come spendere i propri fondi: è incostituzionale. E un grandissimo boomerang, visto che le mostre creano un gigantesco indotto per le città». Palazzo Marino è ancora alle prese con la manovra e il bilancio: a metà settembre, per cercare di ridiscutere limpatto generale, lassessore Giacomo Beretta avrà un incontro al ministero dellEconomia. In questo scenario, però, la cultura rischia di trasformarsi in una Cenerentola: tra la diminuzione dei fondi statali, i tagli a enti e fondazioni e il forte limite imposto alle mostre. Il Pd con il capogruppo in Comune, Pierfrancesco Majorino, vede un rischio nell«appaltare lofferta culturale esclusivamente ai privati». E attacca: «La giunta Moratti dovrebbe difendere più e meglio la cultura su cui ha puntato molto poco in questi anni».
MILANO - Tagli record alle mostre darte allarme Finanziaria in Comune
Il governo ha introdotto un taglio del 80% sulle spese per le mostre e le esposizioni in Comune, che potrebbe mettere in pericolo il calendario delle manifestazioni. Il Comune di Milano si è già espresso in opposizione e chiede di escludere le mostre dal taglio. Lassessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, chiede una possibilità di uscita dall'interpretazione del governo. Il presidente dellAnci, Attilio Fontana, ha espresso preoccupazioni per il taglio e ha deciso di porre la questione in sede Anci. La Fedeurope ha chiesto un'interpretazione che sollevi la cultura dal taglio. Il Pd ha attaccato la giunta Moratti per non aver difeso abbastanza la cultura.
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