La città dell'architettura. Parma, definita da Proust più o meno come, un grappolo d'uva, «dal suono compatto, liscio, malva e dolce», si candida a cambiar metafora. Se la prima edizione del Festival dell'Architettura decolla, ordineremo due etti di crudo e un po' d'architrave, canticchieremo le arie di Verdi e il trattato di Vitruvio, ci crogioleremo dentro la pétite capitale e nel raggio di un compasso. Gli eventi in programma sono tanti, stipati con prosperità rinascimentale e cura forsennata, quasi il pagliaio in cui cercare l'ago che interessa. Forse più adatti all'agenda di Batman, che a quella di un comune animale a due zampe. Ma meglio abbondare, si sa, a «deficere» si fa sempre in tempo. Ecco l'ambizione in cifre: 25 sedi espositive, 28 mostre, oltre 100 appuntamenti; staff organizzativo di 21 curatori, tra ricercatori e dottorandi, 15 addetti agli aspetti tecnici, oltre 50 studenti volontari, a presidiare gli incontri e assistere il pubblico; partnership di 21 istituzioni e 9 realtà economiche a sostegno. La squadra messa insieme dal direttore Carlo Quintelli è da capogiro: accanto all'Università (Facoltà di Architettura, Dipartimento di Ingegneria civile, dell'Ambiente e del Territorio, Centro studi e archivio della comunicazione), ci sono il Ministero per i Beni e le Attività culturali (Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee), la Regione, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Parma, Cittàemilia e Villard, in collaborazione con Soprintendenza per il Patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico delle provincie di Parma e Piacenza e per i Beni archeologici dell'Emilia Romagna, Museo archeologico nazionale di Parma, Biblioteca Palatina e Museo Bodoniano, Fondazione Teatro Due, Liceo statale d'arte Toschi, Mup Editrice e Fondazione culturale Edison, e con il patrocinio di Anci e European Architecture Festival. Per i visitatori la partenza è al Festival Village (segreteria organizzativa, punto informazioni e bookshop), situato nel sottopasso di Via Mazzini, di fronte al Ponte Romano. Qui, a partire da domani mattina si potrà acquistare il pass personale che dà accesso a tutti gli eventi della settimana (al costo di 10 euro, 5 per gli studenti). La scelta di questo incipit urbano è certamente simbolica sia delle finalità di scavo ed esplorazione del Festival sulle problematiche che attraversano l'architettura, spesso sotterranee, sia del bisogno di ancorarsi alla realtà della Via Emilia prima di salpare verso altre dimensioni italiane europee. Nessuno degli spazi scelti per questa kermesse architettonica è casuale: ognuno riflette il fondale da scandagliare e l'equipaggio da far salire a bordo. Da luoghi storici prestigiosi come Pilotta, Battistero, Teatro Regio o Palazzetto Eucherio Sanvitale, a pezzi dell'architettura italiana del Novecento come il Palazzo Ina di Albini, a spazi di recente ristrutturati e aperti al pubblico, come la Casa della Musica e la Chiesa di San Francesco. Gli appuntamenti prevedono confronti con scultori, pittori, letterati, musicisti, fotografi, attori, registi, pubblicitari e disegnatori di moda, «disputatio» tra i rappresentanti di due tesi contrapposte all'interno del dibattito architettonico nazionale, meeting con l'editoria del settore, eventi musicali e cinematografici, incontri con importanti nomi dell'architettura europea. Ma anche il divertimento di una corsa di orienteering urbano e l'acquolina di un'indagine sul rapporto architettura-cibo, alcuni zoom sulle ricerche più avanzate nell'arte e nell'architettura, seminari a tema, itinerari d'architettura contemporanea a Parma e un workshop europeo di progettazione e tante mostre. Più la premiazione dei tre concorsi: Premio Architettura Qualità, per progetti d'ambito emiliano-romagnolo, Forum delle Città, per gli interventi più innovativi in Italia negli ultimi cinque anni, e Under 33 per il disegno dei luoghi d'intrattenimento giovanile.