confronto alla vigilia del vertice con i sindacati. che insistono: «commissariamento» Il sindaco: «Ho sentito Burlando, sulla cassa integrazione e sul resto c'è pieno accordo» francesco margioccoDA NEW YORK, dov'è in vacanza, Claudio Burlando dà il suo ok alla cassa integrazione per i dipendenti del Carlo Felice. Lo fa sapere Marta Vincenzi: «Ci siamo sentiti al telefono - dice il sindaco - e ci siamo trovati d'accordo su tutto. Il presidente della Regione mi ha confermato la sua intenzione ad andare avanti». La cassa integrazione, insomma, sarà attivata anche senza l'accordo di tutti i sindacati. Resta decisivo l'incontro di domani pomeriggio tra i vertici sindacali nazionali, i dirigenti del Carlo Felice e i rappresentanti del ministero. «Ma Burlando - insiste Vincenzi - ha confermato la disponibilità della Regione ad attivare la cassa integrazione "in deroga" anche con il consenso di un solo sindacato». Se tutto andrà come previsto i 298 lavoratori del teatro lirico genovese - professori d'orchestra, artisti del coro, tecnici, impiegati - saranno messi in cassa integrazione "in deroga" (un ammortizzatore sociale creato per chi non ha accesso alla cassa ordinaria e straordinaria) da settembre e fino alla fine dell'anno. In quel periodo tuttavia, grazie al meccanismo della rotazione, il teatro rimarrà aperto. La cinquantatreesima edizione del Premio Paganini, dal 15 al 26 settembre, si svolgerà regolarmente. Anche "Il Barbiere di Siviglia" e "La Traviata", rispettivamente in calendario ad ottobre e novembre, andranno in scena. Al contrario di quanto sembrava assolutamente certo prima dell'ultima riunione del consiglio di amministrazione. Il sovrintendente Giovanni Pacor ha infatti presentato una programmazione che prevede, tra settembre e dicembre, oltre al concorso di violino e alle due opere già citate, una serie di recital a basso costo. «Nelle ultime settimane - spiega il sovrintendente - ho preso contatti con molti grandi artisti. Nomi di fama internazionale. Alcuni di loro, data la nostra situazione di crisi, hanno accettato di lavorare per noi a cachet ridotto. Altri, addirittura, gratis». L'incontro di domani si annuncia teso. I sindacati autonomi Fials-Cisal, Libersind e Snater, insieme a Cisl e Uil, hanno fatto diramare un duro comunicato stampa. Schierandosi, senza se e senza ma, contro la cassa integrazione e chiedendo il commissariamento del Carlo Felice, che è appena uscito da quasi due anni di amministrazione straordinaria. «Il consiglio d'amministrazione di questo teatro - scrivono i sindacati - conosce sicuramente molto bene le leggi che regolamentano le fondazioni lirico-sinfoniche. Se il disavanzo economico della fondazione supera i parametri stabiliti dalla legge 367, la parola deve passare al ministro dei Beni culturali che avvia le procedure previste in questi casi». In ogni caso, si legge nel documento, «la cassa integrazione non è minimamente prevista né dalla legge né dal contratto nazionale». L'unica voce fuori dal coro è, per ora, quella della Cgil: «Prendiamo atto della proposta di cassa integrazione "a rotazione"», dichiara il segretario generale della Slc-Cgil, Maria Pia Scandolo, «a patto però che sia accompagnata da un serio piano di rilancio del Carlo Felice». Piano che Giovanni Pacor si è impegnato a presentare entro la fine dell'anno.