NAPOLI - Il percorso per il loro restauro, durata stimata cinque anni, è cominciato in questi giorni dopo la rimozione della prima imbarcazione dal fondo di sabbia e melma che le ha protette per secoli. Due delle tre navi di epoca imperiale romana scoperte a Napoli durante i lavori di scavo della metropolitana sono state portate via da una potente gru dal cantiere di piazza Municipio. Un'operazione delicata cominciata con il sollevamento del primo scafo lungo 12 metri e pesante 21 tonnellate nel suo guscio di conservazione in vetroresina; e il suo trasporto in un capannone appositamente allestito e climatizzato a Piscinola, periferia nord della città, messo a disposizione dalla Metropolitana di Napoli Spa. Le tre imbarcazioni sul fondo di quello che era il porto della Napoli romana sono datate, grazie all'analisi del carbonio C14 del legno, intorno al I secolo dopo Cristo. «Si tratta di navi commerciali in due casi spiega la responsabile dello scavo archeologico Daniela Gianpaolo - in grado di spostarsi lungo la costa anche su medie e lunghe percorrenze, cioè almeno fino al porto della capitale di Ostia». Esistono poche imbarcazioni antiche al mondo e ancora meno scafi arrivati fino al 2000 in così buono stato di conservazione. La Soprintendenza napoletana si è avvalsa dunque di quanto già sperimentato dalla Toscana nelle navi rinvenute a Pisa e di esperti dell'Istituto centrale del Restauro.