Un museo dello sport dove esporre i cimili che hanno segnato la storia dello sport grossetano. A lanciare l'idea il sindaco Emilio Bonifazi. «Nel rispetto della tradizione sportiva locale, l'amministrazione comunale di Grosseto ha in mente di realizzare prossimamente un museo dello sport che conterrà quei cimeli che ricordano le imprese "sul campo" dei campioni maremmani del passato». Queste le parole del sindaco, che preludono ad un progetto del Comune che permetterà alla città, in futuro, di fregiarsi di una collezione di successi degli storici in discipline come boxe, baseball e calcio, da sempre ancorate alla maremma. «L'idea esiste ma al momento esistono vari ostacoli per concretizzarla. Occorrerà intanto trovare un accordo con le associazioni sportive locali per gettarne le basi - prosegue Bonifazi - quindi dovremo individuarne la nuova destinazione, poichè non è possibile aggiungere ulteriori bacheche all'attuale collezione che si trova nel palazzo comunale e della quale andiamo fieri». E la proposta suggestiva è quella di un museo diffuso, ovvero «non legato alla sola esposizione in sede ma dal quale, invece, sarà possibile traslocare alcuni cimeli all'esterno - spiega Bonifazi - in occasione di iniziative od eventi sportivi, così da renderli noti alla collettività». Quest'anticipazione arriva proprio nel decennale dalla creazione del museo del pugilato di Grosseto, unica collezione cittadina di reperti della nobile arte che entusiasmava - soprattutto nella prima metà del novecento - gli appassionati maremmani. «Prima della seconda guerra mondiale esistevano tanti trofei in più rispetto a quelli presenti oggi - ricordano alcuni appassionati di pugilato, come Silvano Gallorini, presidente del gruppo "Amici del pugilato" nato proprio per tutelare il museo - ma molti sono andati persi a causa del conflitto». Le vetrine, che si trovano nella sede del palazzo comunale, conservano targhe, coppe, album e fotografie delle sfide di boxeur di casa nostra che hanno fatto conoscere la città nel mondo. Dai guantoni indossati da Luciano Fabbroni alle Olimpiadi di Los Angeles 1932 ad un volume dedicato all'ultimo vero campione, Alessandro Scapecchi, il museo permette di riscoprire l'indimenticabile leggenda della boxe maremmana. «Conserviamo con cura questi cimeli che rappresentano parte della gloriosa storia di Grosseto - afferma Gallorini - e mi auguro che, presto, all'attuale collezione se ne possano aggiungere altri».