Dieci punti del Comitato dopo il dibattito sul nuovo ospedale alla festa del Pd: 1) Non eravamo presenti al dibattito perché, semplicemente, non siamo stati invitati. Nonostante esplicite richieste. 2) Quando si organizza un dibattito, anche se si parla del colore del grembiulino alla riunione dei genitori dell'asilo, si invitano tutte le parti in causa perché chi ascolta possa formarsi un'opinione il più possibile completa. Altrimenti si chiama comizio, che è un'altra cosa. 3) Non stupisca il fatto che il comitato non si sia inserito tra il pubblico del comizio cercando di carpire il microfono, che era aperto: quale magnanimità! 4) Ci è sembrato di cattivo gusto che il capo della nostra Amministrazione, e quindi di tutta la città, inclusi gli oltre 6mila firmatari del referendum, abbia scelto di annunciare la data del referendum non nelle sedi opportune, ma a una festa di partito. 5) Nel merito: come è scritto agli atti del referendum dal dicembre 2009, il nostro comitato è contrario alla localizzazione del nuovo ospedale (Montenero, Ardenza Terra, Montenero Basso, area Pascoli, insomma, lì). Crediamo che l'occasione del nuovo ospedale debba essere sfruttata al meglio, e non decidendo una localizzione in modo avulso da un quadro urbanistico complessivo. 6) Una persona del pubblico ha detto che dire di no a un nuovo ospedale ci farebbe ridere dietro da tutta la Toscana, e che il Comune ha sbagliato a "concedere" il referendum. Ci stupisce che il sindaco non sia intervenuto a chiarire che il referendum è sulla localizzazione dell'ospedale (come noto Enrico Rossi ci ha assicurato che comunque non si sarebbero persi i fondi alla città); e soprattutto che non è il Comune che "concede" il referendum, ma è un diritto dei cittadini sancito da un regolamento al quale ci siamo attenuti ottenendo l'approvazione del Collegio di Garanzia. 7) Crediamo che sia davvero necessario un nostro incontro con i giornalisti del Tirreno, per poter spiegare le nostre motivazioni, e quindi dare un vero senso democratico alla consultazione referendaria. 8) Per noi il referendum è un referendum del sì, che si può riassumere così: vuoi decidere tu dove e come realizzare il nuovo ospedale sfruttando al meglio i fondi disponibili? 9) Il sindaco ha detto che siamo un comitato del "si stava meglio quando si stava peggio" e che vuol fare di Livorno "un posto per vecchi". Non è così. Siamo per fare, ma fare bene, per Livorno. Darci dei ganzi e degli schietti fra di noi livornesi, e sentirci tanto particolari e labronici non fermerà il declino della città. Per noi la partecipazione può essere una risposta. 10) La nostra Amministrazione dovrebbe essere orgogliosa di noi più di 6mila cittadini che non chiediamo altro che dialogo e di poterci esprimere democraticamente su una questione specifica come la localizzazione del nuovo ospedale. Prima l'Amministrazione smetterà di giudicarci, bollarci e sminuirci, e ci considererà finalmente come interlocutori, e meglio sarà per tutti i livornesi. Francesca Pritoni (Comitato referendum sull'ospedale a Montenero)
URBANISTICA - LIVORNO - Perché non eravamo al dibattito Pd
Il Comitato del referendum sull'ospedale a Montenero ha espresso le seguenti dieci critiche al dibattito sul nuovo ospedale alla festa del Pd. Il comitato afferma di non essere stato invitato al dibattito e di aver espresso le proprie opinioni in modo chiaro e completo. Criticano il sindaco per aver annunciato la data del referendum a una festa di partito e per aver scelto di non discutere la localizzazione del nuovo ospedale in modo avulso da un quadro urbanistico complessivo. Il comitato sostiene che il referendum è un referendum del sì e che i cittadini devono decidere se vuoi decidere tu dove e come realizzare il nuovo ospedale.
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