I Comuni creano spazi per gli appassionati delle bombolette ma chi deturpa i monumenti non si ferma A Massa linea dura: "taglia" sui vandali, 500 euro a chi li denuncia Ogni anno danni per centinaia di migliaia di euro L'ultima idea è quella di Roberto Pucci, sindaco di Massa: multe pesantissime ed una "taglia" consistente per chi deciderà di collaborare denunciando gli autori. Una vera e propria cura d'urto (la relativa ordinanza verrà firmata nei prossimi giorni) con la speranza di ottenere qualche risultato, visto che in un precedente tentativo l'esperienza funzionò solo per la parte "deterrente" del provvedimento, con gli addetti ai lavori che ricordano una sola segnalazione degna dell'agognata ricompensa. Insomma, i vandali dello spray, quelli che si divertono a riempire di scritte muri e monumenti continuano a farla franca ed i Comuni sono costretti a sottrarre risorse da bilanci sempre più magri per riparare danni che sembrano infiniti. Ma il problema più grosso è che niente sembra funzionare come rimedio veramente efficace: multe, telecamere e spazi creati ad hoc dalle amministrazioni convincono i writers che si sentono artisti (ne parliamo a parte, ndr), ma non sfiorano minimamente gli autori di amenità tipo "Giulia ti amo" o "Che bel muro pulito per scriverci sopra". Danni record. Quello che impressiona comunque è il costo di queste bravate, con decine di migliaia di euro che le amministrazioni devono recuperare comunque dai cittadini. Qualche esempio? Almeno 40mila euro ogni anno a Pontedera, circa 300 euro al mese solo per il centro storico di Pistoia, altri 24mila l'anno scorso a Piombino, 5mila a Quarrata, 30mila nell'ultimo anno a Grosseto, 100mila nello stesso periodo a Lucca. Insomma, somme di tutto rispetto che hanno spinto tra l'altro il sindaco di Firenze Matteo Renzi a polemizzare anche con la Soprintendenza su chi deve far sparire scritte e graffiti dai muri di musei ed edifici storici. «Ripulire i leoni di piazza Aranci ci è costato qualcosa come 100mila euro - conferma il sindaco di Massa Roberto Pucci -. Ma se nel conto ci sono anche interventi di restauro, si tratta di somme molto importanti che spingono a prendere provvedimenti come quello che mi ci prestiamo a varare già nei prossimi giorni. Non si può parlare di "taglia", ma mi sembra giusto che si preveda una ricompensa per si preoccuperà di denunciare il fatto: quindi, multa fino a mille euro, con 500 che andranno a chi sarà disponibile a collaborare, oltre ai danni completamente a carico degli autori delle scritte». «Un'esperienza simile, nel 2000, portò come dicevo ad una sola denuncia - conclude Pucci -, ma ebbe per due o tre anni un effetto deterrente che adesso è praticamente scomparso. La nostra intenzione è proprio quella di tornare a scoraggiare azioni che devono essere condannate e punite». Spazi ad hoc. Sembra che in Toscana ci abbiamo provato un po' tutti: gli spazi creati ad hoc per i writers, però, funzionano a metà e non sembrano scoraggiare quelli che preferiscono altre "tele" per le loro espressioni. «Quest'anno negli ex macelli pubblici abbiamo creato l'Officina Giovani - spiega Leonardo Soldi, fino a poco tempo fa consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Prato - e lì già da tempo esiste un'area con muri destinati ai ragazzi. La cosa sta funzionando, ma a volte c'è chi esagera e preferisce fare writing sui monumenti pubblici. Credo che siano stati individuati tre-quattro soggetti come autori, ma diciamoci la verità: nonostante le reazioni, sembra impossibile beccarli». «Ricordo un episodio in cui un ragazzo aveva imbrattato una scuola - aggiunge l'assessore all'ambiente del Comune di Carrara Roberto Dell'Amico -. Una volta individuato, la famiglia comprò la vernice e lui dovette ritingere tutto da solo. Ecco, forse la strada da seguire potrebbe essere proprio questa».