Accelerano i pagamenti dellente ai fornitori Si vorrebbero utilizzare i fondi europei di Urban per lo sviluppo economico Tra le ipotesi lutilizzo di FinPiemonte come una banca con acquisto di crediti Lauto, ma anche lurbanistica e grandi opere, ricerca che integri però i diversi settori e non sia affidata solo alle università, politiche per i giovani e per la reindustrializzazione, meno burocrazia e uniniezione di risorse nelleconomia piemontese legata a unaccelerazione nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Sono i punti, alcuni dei principali, del piano quinquennale per la competitività che lassessore alle attività produttive Massimo Giordano (insieme al presidente della giunta Roberto Cota) sta mettendo a punto e che verrà presentato entro fine settembre. Da qualche giorno ha iniziato a incontrare le forze economiche e sociali piemontesi per uno scambio di idee che sarà decisivo per la stesura definitiva di una operazione che sarà la spina dorsale della politica della giunta regionale da qui al 2015. E sono filtrate le prime indiscrezioni. 1) Le imprese, piccole e grandi, di ogni settore, ma anche le università, i centri di ricerca, hanno oggi prima di tutto bisogno di liquidità. Di qui lipotesi, già anticipata due mesi fa da Cota, di utilizzare Finpiemonte come una banca: con operazioni di factoring (cioè di acquisto di crediti) la finanziaria regionale potrebbe così pagare, in tutto o in parte, ma con buona tempestività i tanti fornitori che aspettano soldi da mesi e oltre un anno e rischiano di strozzare le imprese che se non ricevono quel denaro in breve tempo potrebbero fallire. 2) Coniugare politiche urbanistiche e industriali: è un altro degli obiettivi del piano. Lidea è di utilizzare i fondi europei Urban: finora sono serviti soprattutto per riqualificare aree urbane con interventi di maquillage, nuovi lampioni, panchine, strade rinnovate e così via, e di tipo sociale, anche per politiche di sviluppo economico e produttivo facendole convergere con quelle urbanistiche. Uno dei primi esempi potrebbe riguardare a Torino larea delle ex acciaierie Thyssen. 3) Per le politiche di reindustrializzazione dovrebbe essere creato un fondo apposito che permetta interventi simili a quelli che già la precedente giunta aveva effettuato con Pininfarina (e in modo diverso con Bertone) che permettano di aiutare finanziariamente le aziende in questo momento di difficoltà. 4) Nelle politiche per la ricerca la novità sarà il tentativo di integrare le azioni di settori diversi. Per ora, si dice in assessorato, alcun settori chiave come quello medico e agricolo, hanno vissuto di vita propria. Oggi invece risorse e programmi dovranno essere integrati a 360 gradi sia tra diversi settori di studio, che tra ricerca e settori produttivi: ad esempio un investimento nelle biomasse (come fonte di energia alternativa) dovrà implicare anche la certezza che lagricoltura piemontese produca nei prossimi decenni la quantità di mais necessaria. 5) Automotive: Giordano lo ha già spiegato nei giorni scorsi. Sarà uno degli snodi centrali del piano: ci sono risorse nazionali e regionali a disposizione. La sfida per il Piemonte è riuscire a diventare il capofila nazionale nel settore, ma lassessore dovrà vedersela con Basilicata (Melfi) e Campania (Pomigliano) che rivendicano lo stesso ruolo. In questo senso potrebbe diventare decisivo latteggiamento della Fiat. 6) Non ci sono più i grandi eventi e allora la Regione cercherà di mettere in moto capitali e lavoro con il keynesiano principio delle grandi opere: in attesa della Tav, le Città della Salute di Torino e Novara, prima di tutto, nuovi tratti autostradali e (forse) il discusso grattacielo.