Il patron proporrà alcune limature, salvo che non intervenga qualche sponsor Mercoledì Picchioni e Ferrari discuteranno del Padiglione Italia: serve un milione di euro SANTO STEFANO BELBO - Per proseguire con lex senatore comunista, non pentito, Adriano Icardi, e con Rolando Picchioni, timoniere del Salone del Libro di Torino Il quale Picchioni vuole rendere omaggio in grande stile al Lingotto, nel 2011, al 150 anniversario dellunità nazionale.Tutto bene, dunque, e tutto molto allitaliana. Ma con uneccezione. Trattasi dei crucci del citato Picchioni a proposito delle difficoltà insorte per lallestimento di quel padiglione dedicato allItalia, in veste dospite donore, alla Librolandia del prossimo anno. Il progetto è stato messo a punto da Gian Arturo Ferrari, già top manager della Mondadori. Un buon piano, lodato pure dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Prevede un racconto dellavventura unitaria, nelle sue luci e nelle sue ombre, scandito per decenni e per personaggi, per avvenimenti e correnti di pensiero fondamentali, che tuttavia si articola intorno ad un punto cardine: quello del libro, della sua fortuna e della sua diffusione, alta e bassa, nonché della sua capacità di scandire e di simboleggiare i capitoli della nostra storia. Il padiglione dovrebbe essere inoltre itinerante, nel senso che, dopo la fiera di Torino, dovrebbe sbarcare, rispettando la tradizione garibaldina, a Palermo. I problemi sono insorti quando, in una riunione del comitato dindirizzo del Salone del Libro, si è parlato di vil denaro, ossia di costi da affrontare. Lidea di Ferrari e di Picchioni, in buona sostanza, verrebbe a tradursi in un oltre un milione di euro. Troppo denaro secondo Fiorenzo Alfieri, assessore comunale alla Cultura, per una manifestazione di soli cinque giorni. E poi come e dove trovare i quattrini che abbisognano? I finanziamenti alla kermesse del libro non sono stati tagliati, è vero, ma sono rimasti pur sempre quelli di qualche anno fa. Lo stesso premio internazionale del Salone, che verrà consegnato ad Alba ad Amos Oz in novembre, è a rischio, o, quantomeno, potrebbe essere molto ridimensionato a causa della penuria di fondi. Per ora il preventivo è di 100 mila euro, di cui 25mila destinati allo scrittore, poi si vedrà. Che cosa fare, allora? Picchioni sta meditando di limare il progetto di Ferrari (ne discuterà con lui il primo settembre), a meno che non saltino fuori gli sponsor necessari per evitarlo. Il gran capo della fiera del Lingotto, ad ogni modo, ha un jolly da giocare, che potrebbe rivelarsi decisivo. Il lavoro storico e bibliografico, di ricerca e di documentazione, che presiede alla realizzazione del padiglione Italia, dovrebbe confluire, ed essere anzi una delle colonne portanti, del Centro nazionale per il libro e la lettura. Presieduto dal medesimo Gian Arturo Ferrari, lorganismo, nato sotto legida del ministero dei Beni Culturali, potrebbe avere sede nel castello di Moncalieri. È una localizzazione, pertanto, che sarebbe motivo sufficiente per far sì che lomaggio allUnità da parte del Salone del Libro si concretizzi senza tagli di sorta.
TORINO - Fiera del Libro, crisi di fondi per il 150
Il patron del Salone del Libro, Rolando Picchioni, e Gian Arturo Ferrari, top manager della Mondadori, discuteranno del Padiglione Italia. Il progetto prevede un racconto dellavventura unitaria, nelle sue luci e nelle sue ombre, e dovrebbe essere itinerante, con una visita a Palermo. Tuttavia, i problemi sono insorti quando si è parlato di denaro, e il progetto potrebbe essere ridimensionato a causa della penuria di fondi. Il preventivo è di 100 mila euro, di cui 25mila destinati allo scrittore. Picchioni sta meditando di limare il progetto, a meno che non saltino fuori gli sponsor necessari.
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