Sono già una decina le richieste di riconversione Podestà: enorme potenziale In Toscana o in Umbria è una tradizione (e un business) da anni. Vecchi casolari trasformati, dove trascorrere vacanze a contatto con natura. Tra relax e prodotti tipici. Ed è proprio allagriturismo che, adesso, guarda Palazzo Isimbardi per rilanciare il Parco Sud. Aprendo la strada sempre di più alla possibilità per le aziende di affiancare lattività di produzione allospitalità. Ristrutturando e cambiando la destinazione delle cascine. E aumentando, anche in vista dellarrivo dei visitatori di Expo, il numero dei posti letto. «Perché il potenziale è enorme - spiega il presidente della Provincia e del direttivo del Parco, Guido Podestà - e vogliamo incentivare la nascita di queste attività che, non solo non snaturano ma possono diventare una salvaguardia per la vocazione agricola del territorio». È al centro dei dibattiti politici da anni: unarea immensa a rischio cemento, però, visto che le mire di molti costruttori non sono mai cessate. Per Podestà non va stravolta. Ma ribadisce: «Non dobbiamo farne un totem. Il Parco va reso penetrabile con percorsi pedonali, ciclabili, ippovie. E non dobbiamo scandalizzarci se qualche Comune pensa a realizzare sui confini una scuola, amplia un cimitero o una fabbrica». La svolta per renderlo, però, per far vivere il Parco si chiama agriturismo. E la Provincia - che sovrintende la pianificazione anche attraverso i cosiddetti "Piani di cintura" - vuole dire sì alle domande di riconversione presentate: una decina, per ora, quelle in attesa di risposta in diversi Comuni. «Oggi - dice Podestà - ci sono un migliaio di aziende, ma solo una ventina ha sviluppato una attività completa di agriturismo». In tutto 150, 180 posti. Che potrebbero moltiplicare: «Sarebbero unottima risposta in termini di ricettività in vista di Expo. Anche per i milanesi dovrebbe diventare unabitudine andare ad acquistare prodotti o a pranzare nelle cascine». Se, per ora, la possibilità di dormine in cascina non è così sviluppata, decine di aziende si sono organizzate con la vendita diretta, le fattorie didattiche, lo sport o i ristoranti. Dario Olivero, presidente del Consorzio agrituristico "Terre dacqua" che racchiude 15 aziende tra il Parco Sud e Ticino, avverte: «Piuttosto che realizzare nuove costruzioni, siamo favorevoli a ristrutturare le strutture esistenti. Ma ci vuole un progetto di lungo periodo per capire se potrà esserci richiesta anche dopo Expo». Senza dimenticare i finanziamenti: «Per una norma dellUnione europea lagriturismo non è finanziabile nel Milanese. Regione e Provincia dovrebbero attivarsi con fondi propri». La sviluppo dellagriturismo sembra piacere anche a Massimo DAvolio, sindaco pd di Rozzano e presidente dellAssemblea dei 61 Comuni: «Potrebbe essere unopportunità per valorizzare la zona in chiave turistica. Sicuramente ci sono molte vecchie cascine che potrebbero essere ristrutturate».
MILANO - Natura e relax, è rivoluzione cascine. La Provincia punta sullagriturismo per rilanciare il Parco Sud
Il presidente della Provincia e del direttivo del Parco Sud, Guido Podestà, sostiene che il potenziale dell'agriturismo è enorme e vuole incentivare la nascita di queste attività per rilanciare il Parco. Il Parco Sud è un'area immensa a rischio di cementificazione, ma Podestà non vuole stravolgerla. Invece, vuole renderla penetrabile con percorsi pedonali, ciclabili e ippovie. La Provincia vuole dire sì alle domande di riconversione presentate dalle aziende e ha già ricevuto una decina di richieste. L'agriturismo potrebbe essere un'opportunità per valorizzare la zona in chiave turistica, come suggerisce il sindaco di Rozzano, Massimo D'Avolio.
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