Bologna - Il passato esercita sempre una particolare attrazione. Vecchi segni, tracce di memorie, linee antiche che evocano fantasmi e suscitano fantasie. La mente si fa prendere da parole appena leggibili, come logorate dal tempo di mille e mille sguardi. Sicché tutto quello che conduce lontano si accompagna a suggestioni che di volta in volta vengono mutuate dalla riscoperta di qualcosa, o dall'affiorare di immagini tra le venature di una parete. E il passato sembra essere stato tra i motivi più fascinosi della manifestazione che si è appena conclusa a Palazzo Re Enzo di Bologna, un edificio dove la storia è tracciata un po' ovunque, tra colonnati e saloni, tra cotto e pietra arenaria, soprattutto nelle affrescate rievocazioni di eventi che segnarono momenti effusivi fatti d'armi e di accese passioni. Per quattro giorni l'antico palazzo si è fatto contenitore di un mare di parole e di colori, ovvero, ha ospitato la prima edizione di Artelibro, ideale anticipazione cartacea della mostra-mercato che si tiene d'inverno in fiera, l'appuntamento ormai internazionale che registra la cointeressenza di galleristi portatori di arte contemporanea. Distribuiti in ogni punto di Palazzo Re Enzo, dalla Sala degli Atti a quella del Podestà, novanta espositori hanno offerto un quadro dell'editoria d'arte, ribadendo fra l'altro il nostro primato in fatto di gusto e tecnica. Si diceva del passato, ed in pratica la rassegna, chiamata anche festival, ha dato inizio al tracciato partendo da voci lontane, dai segni miniati in volumi proposti come gioielli in apposite bacheche. Gli ori, la policromia delle lettere, nonché i racconti visivi, sono stati al centro di grande interesse suscitando anche il naturale stupore di chi non aveva ancora conoscenza della galassia dei codici miniati. Talune opere portano indietro di parecchi secoli, altre, nelle loro massicce custodie, si presentavano come un affollato condominio di parole. Sessanta gli editori ai quali si sono aggiunti enti e associazioni culturali, banche e fondazioni. A proposito di banche va segnalata la presenza di un istituto che in fatto di assonanze artistiche reca segnali che partono da molto lontano, vale a dire il Monte dei Paschi di Siena che già nel 1481 commissionò il primo affresco per la propria sede a Benvenuto Di Giovanni. Della stessa banca alcuni volumi miniati più di un secolo fa. Calato il sipario sulla manifestazione si comincia a tirare le somme, come vuole la prassi ragioneristica di ogni evento. Gli organizzatori dicono che le cose sono andate al di là delle più rosee aspettative. Evidentemente il libro d'arte interessa e, stando alla reazione del pubblico, non è più prerogativa degli istituti finanziari che ne facevano voluminosi messaggi augurali o di chi, fra le strenne natalizie, li sceglieva per farne qualitativa testimonianza della propria attività. A dimostrazione dell'interesse suscitato va ricordato il numero dei visitatori, che secondo quanto registrato dai sensori posti all'ingresso, sarebbero stati diciottomila con la punta massima registrata ieri. Buono sarebbe anche il volume d'affari, vale a dire la vendita di volumi prevalentemente legati a figure di spicco della pittura e della scultura uniti a studi di carattere storico. Complementari, ma non secondarie al nucleo formato dagli editori, numerose mostre nonché la distribuzione di sculture provenienti dall'associazione delle gallerie bolognesi. Numerose poi le presentazioni di libri, le conferenze e i dibattiti per un tracciato di più di sessanta ore distribuite nei trentadue incontri organizzati tra Palazzo Re Enzo e la Sala Borsa. Tra i cosiddetti eventi collaterali suggestione e richiamo hanno suscitato gli spazi destinati ai Fratelli Alinari con le riproduzioni in collotipia di vecchi originali e l'angolo riservato alla rassegna "Donne dal mondo", immagini sull'ornamento e la tradizione.
I codici miniati come gioielli nelle bacheche
La manifestazione Artelibro si è tenuta a Palazzo Re Enzo di Bologna per quattro giorni, presentando la prima edizione cartacea della mostra-mercato internazionale. Novanta espositori hanno offerto un quadro dell'editoria d'arte, con un focus sui codici miniati e le opere di figure di spicco della pittura e della scultura. Il pubblico è stato numeroso, con oltre diciottomila visitatori, e il volume d'affari è stato significativo. La manifestazione ha anche presentato numerose mostre, conferenze e dibattiti, nonché eventi collaterali come la rassegna "Donne dal mondo". Gli organizzatori hanno dichiarato che le cose sono andate al di là delle aspettative.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo