a cè un altro e forse ancor più grave rischio, su cui hanno richiamato lattenzione i consiglieri del Pd a Imperia: che il porto resti incompiuto e poco operativo. Gli azionisti di maggioranza, indispettiti e bloccati dai mille problemi, avendo incassato lincassabile dalla vendita dei posti barca, potrebbero sospendere i lavori e lasciare a lungo inconclusa la costruzione, con danni economici e urbanistici enormi. In questa situazione colpisce la timidezza, per non dire lassenza del Comune del capoluogo, socio al 30 dellimpresa costruttrice di Caltagirone. LAmministrazione Strescino convoca un consiglio che si compiace di chiamare "monotematico", al quale per ora non sembra portare altra idea che il dotto aggettivo. Nel momento in cui occorre intervenire con autorevolezza perché il porto sia completato e reso operativo, larea definitivamente sistemata, concluse e, se necessario, riconsiderate, le opere a terra, il Comune balbetta, invoca da Scajola un aiuto che al momento lex ministro non può dare, subisce la perdita di un uomo di valore come Morasso, capace di indipendenza professionale nei confronti del padrone dei moli. Si tocca qui con mano come unopera di per sé tanto ambiziosa e complessa ponga allente pubblico problemi che forse a Imperia sono stati sottovalutati e che adesso, finita lera Sappa, ricadono sulle fragili spalle di giovani e intimoriti amministratori. Non mi riferisco tanto alla compatibilità ambientale ed estetica, di cui molto si è discusso. Penso alle dimensioni economiche, amministrative e gestionali, ai problemi logistici di una tale impresa, al rapporto con i costruttori e al rispetto delle regole. Unopera pubblica non può incappare in così tanti scivoloni, imprecisioni o errori amministrativi, infrazioni normative, inadempienze tecniche, contrasti. Proposto non senza buone motivazioni (il recupero di una vasta zona in abbandono in centro città) ma tra molte polemiche, il nuovo bacino è stato forse avviato con leggerezza, senza ponderarne tutta la complessità, deciso con un gesto di imperio elevato a simbolo del potere locale, appaltato senza condizioni a forze troppo estranee alla città. Come un po in tutta la storia economica ligure degli ultimi trentanni, anche stavolta si ha limpressione che il costruire e limmediato monetizzare (vendita dei posti barca) abbiano avuto la prevalenza su tutto. Ma che non basti inaugurare un molo, lo mostra la situazione odierna del porto, incompiuto, in ritardo, con problemi di ogni tipo, esposto a un futuro incerto e difficile.