Anche un grande evento, nel suo simbolismo, può manifestare levoluzione che sta avendo il rapporto tra la Campania e il potere delle mafie che la innerva. Un potere che, in alcuni casi, pare dettare persino lagenda culturale e indirizzare parte dei progetti di ricerca e delle manifestazioni artistiche e culturali. Con il tema "Cosa fare con i beni sequestrati alle mafie?" la Campania si presenterà al Padiglione Italiano della XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia che sarà aperta al pubblico da oggi. In particolare, il progetto curato dalla Facoltà di Architettura "Luigi Vanvitelli" della Seconda Università di Napoli e dallAssociazione Libera Caserta-Comitato don Peppe Diana si intitola "La rigenerazione delle Case-lese", sottendendo nel titolo il riferimento a Casal di Principe. E proprio uno dei progetti che saranno presentati è il recupero architettonico e funzionale della famosa villa di Walter Schiavone, realizzata, comè noto, sul modello di quella del film "Scarface" e per anni simbolo ostentato della supponenza e dellimpunità del potere criminale. Il progetto, redatto da un team della Facoltà di Architettura di Aversa, prevede di destinare lopera a Centro di medicina riabilitativa dei bambini neurolesi diversamente abili ed è stato finanziato dalla Regione con un milione e mezzo di euro. La Biennale, così come tanti altri eventi internazionali (lExpo, i Forum delle Culture, ma anche le fiere a carattere principalmente commerciale, e cosi via), è occasione per gli Stati nazionali e le comunità locali per "mostrare" e "rappresentare" le eccellenze raggiunte, le specificità promosse e le idee avviate, il tutto in una prospettiva di competizione crescente e di richiamo attrattivo per i territori, in termini sia concreti sia simbolici. Attraverso il grande evento si illustrano spesso i progetti di rigenerazione di parti di territorio e di aree marginali da "riconquistare", esportando nel mondo una propria immagine positiva e propositiva, il proprio "saper fare", le strategie con le quali una società costituita interpreta il presente e immagina il futuro. Evidentemente queste due azioni da noi non sono più possibili senza il riferimento alle visioni, alle speranze e alle immaginazioni generate dal confronto con uno dei poteri più pervicaci e al quale bisogna contendere territorio, paesaggio e architettura palmo a palmo e con la guardia sempre alta. Non siamo soli, in questo conflitto. Altri territori presenteranno nella Biennale progetti che saranno esposti come "ritrovamenti" faticosi e mostrati come risultati ancora marginali ma importanti, come la nuova sede degli uffici comunali di Castelvetrano in provincia di Trapani, realizzata su un terreno confiscato a Francesco Geraci, prestanome di Salvatore Riina, o il progetto "Cangiari. Beauty is different. Recupero creativo di beni confiscati", un marchio che, attraverso il design applicato alla moda, è diventato una traccia importante del cambiamento ("cangiari", in dialetto calabrese), della Locride e dellintera Calabria. Appare parecchio lontano il 2006, quando la Campania, alla X Biennale, si mostrò al mondo con limmaginifica e imponente mostra "Metro-polis", che raccontava il riscatto infrastrutturale della regione, la "cura del ferro", il metrò dellarte e i progetti di decine di archistar che si accingevano a mettere mano, per la parte che gli competeva, al mutamento urbano del capoluogo e alla ricucitura con il suo territorio. Dopo quattro anni, in piena crisi economica, con i finanziamenti per le infrastrutture incredibilmente bloccati dalla Regione con motivazioni banali e forse pure un po vigliacche perché eterodirette, a poco più di due anni da un Forum delle Culture che, da kermesse internazionale si è per ora ridotto a stillicidio di nomine, in una pericolosa assenza di esperienze e competenze vere, con i grandi progetti urbani lasciati meschinamente sulla carta (Bagnoli, il Porto, il Centro Storico), alla Biennale di questanno si parlerà, evidentemente, di unaltra storia. Una storia "con i piedi per terra", fatta di cronaca più che di racconti lunghi, di piccole ri-conquiste e di nuovi simboli, attraverso i quali narrare, con i mezzi parziali dellarchitettura e dellurbanistica, la contesa in corso in questo pezzo dItalia.
NAPOLI - rigenerare le "case-lese"
La Campania presenterà un progetto al Padiglione Italiano della XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, intitolato "La rigenerazione delle Case-lese". Il progetto è curato dalla Facoltà di Architettura "Luigi Vanvitelli" della Seconda Università di Napoli e dallAssociazione Libera Caserta-Comitato don Peppe Diana. Il progetto prevede il recupero architettonico e funzionale di una villa di Walter Schiavone, simbolo dell'impunità del potere criminale, e la destinazione dell'opera a un Centro di medicina riabilitativa dei bambini neurolesi diversamente abili. Il progetto è stato finanziato dalla Regione con un milione e mezzo di euro.
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