Restano transennate ampie zone del Giardino Inglese. Emergenza anche in piazza Marina Salta la riunione per il via al piano di potatura Soprintendenza e Università disertano lincontro convocato dal Comune I ficus storici sono diventati una minaccia a causa della mancata manutenzione Le ferie estive e un disguido nella comunicazione mandano allaria la riunione che doveva tenersi ieri per discutere dello stato dei ficus monumentali del Giardino inglese e di piazza Marina, transennati ormai da diversi mesi perché pericolanti. Al tavolo si è presentato solo lassessore al Verde Francesca Grisafi. Mancavano, invece, la Soprintendenza ai beni culturali e lUniversità. Nel nuovo vertice, previsto per la fine della prossima settimana, si parlerà anche dello stato di salute degli altri ficus monumentali cittadini. Da Villa Trabia a via delle Magnolie, sono tanti gli alberi che hanno bisogno di cure. «Metteremo a punto un piano di potature da effettuare nel corso degli anni che alleggerisca il peso delle branche - spiega Grisafi - La messa in sicurezza passa soprattutto dallagevolare la formazione delle radici avventizie, che garantiscono la stabilità». Sulla stessa linea Giuseppe Barbera, docente della facoltà di Agraria di Palermo, che avrebbe dovuto essere presente allincontro: «Le emergenze restano il Giardino Inglese e Piazza Marina, per i quali sarà necessario eseguire analisi specialistiche per valutare gli interventi da adottare. Andrebbe riaperta anche la discussione sullo stato del parco della Favorita: un piano duso già esiste, ma il Comune non lo ha mai portato a termine». In attesa di risposte da parte dellamministrazione comunale, gli alberi continuano a rimanere in gabbia. E nelle ville di Palermo sono sempre di più le zone off limits. A villa Trabia il ficus monumentale vicino alla biblioteca era il posto preferito di tanti studenti. Da mesi un nastro di carta impedisce ai non addetti ai lavori di avvicinarsi allalbero. Nonostante tutto, sono in molti quelli che scelgono di sdraiarsi sul prato antistante approfittando dellombra pomeridiana. «Vengo qui quasi ogni giorno da anni - racconta Francesco Di Simone, 24 anni, studente di Ingegneria - . Cè voluta la morte del custode ucciso da un ramo caduto per il forte vento perché fosse effettuato qualche piccolo intervento di potatura, ma nulla di più». Cè chi dal pericolo proprio non si fa scoraggiare. Come Sergio Napoli, 23 anni, studente di Economia: «Ci sono molte zone transennate ma cè ancora spazio dove poter studiare allaria aperta. Preferisco guardare al bicchiere mezzo pieno». Non va meglio al Giardino Inglese. Da quattro mesi quasi tutti i ficus monumentali sono stati transennati. Le fronde sono pericolanti ma, nonostante i divieti, la gente continua a sedersi allombra dei giganteschi alberi. Del resto le barriere non sono esattamente insormontabili. Molte sono state strappate: in un viale che conduce ad un enorme cumulo di rami crollati, lunico deterrente è un birillo. Girolamo Maone e Anna Calascibetta, una coppia di fidanzatini che passeggia proprio sotto uno dei ficus "vietati", non si sono nemmeno accorti di trovarsi in unarea interdetta. «Non avevamo notato le transenne - dicono - , è un peccato che ancora dopo tanti mesi non si sia trovata una soluzione. Questo è uno dei pochi spazi verdi fruibili per i palermitani». Nemmeno per i turisti le transenne sono un buon biglietto da visita: «È un peccato che in una villa così bella non ci si possa avvicinare agli alberi per paura che ti cadano sulla testa - dicono Francesco e Nadia Ronzani, in vacanza da Verona - . Certo, rispetto al degrado del prato della Magione, qui è un paradiso ma una città come Palermo si merita di più». Il verde negato riesce anche a interferire con il giorno più bello. Comè accaduto a Claudia Cavallaro e Giammarco DAcquisto, che ieri si sono sposati. Avrebbero voluto fare qualche scatto ai piedi del grande ficus di piazza Marina, ma hanno trovato una brutta sorpresa. Lalbero, lesemplare più grande dEuropa, è inavvicinabile ormai da mesi. I novelli sposi sono stati costretti a scegliere unaltra location.