ARTE. Oggi si inaugura al Palazzo Grimani, riaperto per l'occasione, l'esposizione in omaggio al grande maestro veneto Una pornostar si mostrerà vicino alla «Nuda» di Giorgione È la trovata del soprintendente per la sua mostra d'esordio Sgarbi puntuale: un evento nell'evento. È successo nella sua prima uscita ufficiale a Venezia, nella duplice veste di soprintendente ai musei e alle gallerie statali di Venezia e come curatore di mostre. Per il suo debutto pubblico a Venezia, dove il ministro Bondi l'ha insediato alla guida della soprintendenza dove era stato tacciato assenteista (vedi colonna a destra), Sgarbi non è stato certo sottotono: ha scelto Giorgione, di cui ricorre il quinto centenario della morte, e ci sarà pure una pornostar che dovrebbe inscenare un'opera del grande maestro. Quale il tema del tableau vivant? La Nuda, ovviamente. Visto il richiamo garantito (la stampa accorre all'anteprima), non manca l'elogio dei superiori e c'è anche il direttore generale delle Belle Arti venuto da Roma a parlare di «trovata geniale, un'operazione di grande richiamo» La mostra, intanto. Sarà l'unico omaggio della città al grande artista e servirà anche per riaprire al grande pubblico una prestigiosa sede espositiva, Palazzo Grimani, il «palazzo veneziano più sperimentale e più moderno del Cinquecento», sottolinea Sgarbi senza risparmiarsi una stoccata alla Biennale, da lui definita «un gioco». È Palazzo Grimani, infatti, «il Padiglione più importante di tutta la Biennale di Architettura». Lo storico edificio, in campo Santa Maria Formosa, è stato restituito alla città nel 2008, ma si poteva accedere solo su prenotazione. da quando Sgarbi è arrivato in Soprintendenza, le porte si sono aperte per accogliere chiunque desideri visitarlo. «Da tempo rincorro una speranza», dice Sgarbi, «che i musei siano gratuiti». Sarebbe un'idea di sinistra (attuata in Inghilterra su impulso di John Ruskin, tra i padri del laburismo), quindi si può sperare che la realizzi la destra. Nell'attesa, nella Venezia sgarbiana «d'ora in poi chi verrà qui pagherà solo l'ingresso alla mostra, mentre potrà visitare gratuitamente il palazzo», annuncia il Soprintendente. L'occasione per una visita è ghiotta. Nel palazzo finora off limits saranno esposte fino al 10 ottobre tre fra le più celebri opere di Giorgione (1477-1510): La Vecchia (1506), La Nuda (1508) e soprattutto il suo capolavoro più noto, ammirato e ancora oggi di significato controverso, La Tempesta (1507-1508). Sarà una caccia al tesoro per il pubblico cercare tra le belle stanze di Palazzo Grimani La Nuda un affresco, danneggiato quanto prezioso, che fu strappato dal Fondaco dei Tedeschi dove si trovava originariamente e La Vecchia, eccezionale dipinto, in trasferta temporanea dalle Gallerie dell'Accademia. A coronamento del percorso sull'opera del maestro, la mostra culmina nel capolavoro assoluto: La Tempesta, il più celebre ed enigmatico dipinto di Giorgione, primo vero esempio di paesaggio nella pittura italiana e al centro, per secoli, di innumerevoli dispute filologiche sulla corretta interpretazione del suo soggetto. Cosa c'entra la donna nuda che allatta? «Questo quadro misterioso è invincibile», sottolinea compiaciuto Sgarbi. Questi tre capolavori di Giorgione inaugurano una serie di mostre che vedranno nei mesi successivi a Palazzo Grimani altri capolavori di Hieronimous Bosch e del Canaletto, prima della grande mostra veneziana dedicata a Vasari. «Con La Vecchia e La Nuda», prosegue Sgarbi, «Giorgione ha esplorato le risorse delle fattezze femminili, cogliendole nelle mutazioni del tempo, andando ben oltre il semplice ritratto. La Tempesta, con il suo allusivo gioco di rimandi, con la sua tecnica "impressionistica", con il soggetto che si presta a mille interpretazioni, anche di matrice religiosa, costituisce un caposaldo della cultura italiana del Rinascimento, esattamente come Palazzo Grimani costituisce un unicum architettonico e culturale». NICCHIA Sgarbi soprintendente vola alto sopra i provincialismi: elogia il Veneto, ma anche la Sicilia, la Salemi di cui è Sindaco, ma anche l'assessore alla Cultura regionale siciliano, Gaetano Armao, che ha invitato a parlare davanti alla opere di Giorgione. Dalla Biennale di Architettura si è portato a Palazzo Grimani anche il ministro della Cultura cileno, ma non e lui che cercano fotografi e giornalisti. L'attenzione è tutta per la bella fanciulla bionda, alta, formosa, che sta accanto a Sgarbi. Ammicca il soprintendente: «Sto pensando a dei tableaux vivants per le tre opere del Giorgione. Per questo accanto a me c'è Vittoria Risi; me l'ha fatta conoscere l'attore Gianni De Luigi durante una visita a Forte Marghera. Vedendola ho pensato che era perfetta per la mostra. Immaginatela tutta nuda in una nicchia vicino alle opere del Giorgione. E che nessuno si scandalizzi visto che in questo Paese persino la Chiesa è meglio che taccia». Forte della pietra che non verrà mai scagliata, Sgarbi affida alla pornostar di Pellestrina la performance teatrale. Servono altre giustificazioni? Non c'è bisogno di chiederle che Sgarbi è campione a vestire di credibilità le prime cose che gli vengono in mente: «La vicinanza di Vittoria», cioè la bella siliconata, «ai quadri del Giorgione sarà un gioco all'insegna della vanitas e confermerà ancora una volta che la bellezza dell'arte vince il tempo. Il suo corpo meraviglioso è un bene transitorio, mentre l'arte è per sempre. Le opere d'arte sono tutte contemporanee proprio perché ci sopravanzano». Il giorno dell'evento? Non è ancora deciso. Non all'inaugurazione pubblica, oggi alle 19. Forse il 5 settembre, giorno della regata storica, o il 12, chiusura del festival del Cinema. Intanto, godetevi il Giorgione