CONDANNATO Mentre Sgarbi debutta da soprintendente a Venezia con Giorgione, continuano le vicende legali legate alla sua recente nomina. Questioni giudiziarie, ma anche di procedura amministrativa. Nel 1996 è diventata definitiva la sentenza di condanna per assenteismo mentre era funzionario della Soprintendenza ai beni artistici e storici del Veneto. A parte l'annotazione sulla fedina penale (pena sospesa) questo è costato a Sgarbi solo dieci giorni di sospensione dal servizio quando, a sorpresa, nel giugno scorso, arrivò proprio a Venezia da soprintendente, nominato dal ministro Bondi. «Anche Socrate fu condannato ingiustamente, quello nei miei confronti è l'ennesimo sfregio dai magistrati», disse Sgarbi commentando la sospensione, «io però vado avanti». Ora è la Corte dei conti a interessarsi al caso. I magistrati contabili hanno rimandato al governo il provvedimento di nomina di Sgarbi, accompagnandolo con una serie di rilievi. La Corte contesta la procedura seguita dal ministero per la nomina, che definisce «non comprensibile», e chiede anche di precisare se l'incarico attribuito a Sgarbi sia compatibile con quello di sindaco della cittadina di Salemi. In particolare, la Corte ricorda che Sgarbi al momento della nomina era un funzionario in aspettativa del ministero senza qualifiche dirigenziali. Se il ministero non risponderà, il caso passerà alla Sezione di controllo.