Nuovo tracciato, sulla vecchia Aurelia. Ambientalisti d'accordo, contro Provincia, Pd e Idv Tirrenica, si cambia ancora. Dopo giorni di voci, ieri Antonio Bardone, presidente di Sat, la società privata che realizzerà l'opera e la gestirà fino al 2046, ha ufficializzato in un'intervista a L'Unità il progetto di costruire l'autostrada sul percorso dell'Aurelia tra Grosseto e il confine del Lazio. Da Roma fanno capire che il progetto è visto con interesse anche del ministero delle Infrastrutture, guidato da Altero Matteoli, che è anche sindaco di Orbetello. Cardini dell'idea: consumare meno suolo, fare prima e soprattutto risparmiare un miliardo di euro rispetto al tracciato approvato nel 2008 dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), con il sì della Regione, dopo anni di discussioni. Al fianco dei privati c'è Legambiente, da sempre favorevole ad adeguare l'Aurelia; contro la Provincia di Grosseto, il Pd e l'Idv (l'onorevole Fabio Evangelisti ha annunciato un'interrogazione parlamentare per avere chiarimenti), mentre la Regione per adesso si trincera dietro al fatto che non ci sono documenti ufficiali diversi da quelli che prevedono il percorso tra costa ed Aurelia. Trovare l'accordo, insomma, non sarà semplice, ma ormai sembra certo che Sat proporrà di cambiare e che con questo progetto occorrerà fare i conti in tempi brevi. Le carte che Sat sta predisponendo i sopralluoghi sono iniziati a maggio ricalcano quelle del Lazio dove è stato dato il via libera alla trasformazione dell'Aurelia in autostrada senza cambiarne il tracciato. L'idea è che da Grosseto fino al confine si ripercorra esattamente il tracciato attuale, passando da due a quattro corsie, con piccoli tratti separati dall'Aurelia, là dove passa dentro i paesi, come ad Orbetello o Fonteblanda, costruendo nel frattempo la viabilità complementare necessaria per i residenti e per evitare tutti gli attuali incroci con l'arteria stradale principale. Per il pedaggio, si pensa a sistemi di tutor che non facciano pagare percorrenze brevi ai residenti, ma l'utilizzo della strada a tutti gli altri. «la decisione di Sat è giusta sottolinea Angelo Gentile, della segreteria nazionale di Legambiente e referente per Grosseto perchè permette di non consumare suolo, di adeguare l'Aurelia come chiediamo da sempre, di avere una minor durata dei cantieri e di risparmiare un miliardo di euro. Il percorso ricalcherà il più possibile quello dell'Aurelia e si potranno evitare gli ingressi a raso che oggi esistono». E il no di Provincia e (forse) Regione? «Mi auguro che non si barrichino a difesa del vecchio progetto aggiunge Edoardo Zanchini, responsabile nazionale trasporti di Legambiente che prevalga rapidamente il buon senso, come è accaduto nel Lazio. Il progetto non solo è fattibile, ma costa meno e ha minor impatto sull'ambiente». Contrarissimo al progetto della Tirrenica «sopra» l'Aurelia il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras. «Diciamo assolutamente no a questa idea. A sud di Grosseto questo progetto avrebbe un impatto devastante, impedendo la mobilità e la vita normale dei cittadini. Basti dire che ci sono 480 incroci a raso dal capoluogo fino a Capalbio, in poco più di 60 km: si fanno tutti sottopassi o cavalcavia? Si costringono i residenti a fare chilometri e chilometri per raggiungere la Tirrenica dato che i caselli non potranno essere più di una decina? Il progetto approvato dal Cipe, quello lungo costa, va attuato e rapidamente». Il 3 settembre il presidente della Toscana Enrico Rossi, l'assessore alla infrastrutture e ai trasporti Luca Ceccobao e tutti gli assessori saranno a Grosseto per una giunta «in trasferta» e Marras si farà sentire. «A Sat dico che non ci stiamo e parleremo della questione anche con la giunta il 3 settembre: vogliamo certezze. Basta con la discussione sui tracciati conclude e serve anche che lo Stato finanzi in parte l'opera da 3,5 miliardi di costo. Altrimenti c'è il rischio di pedaggi troppo alti».